leggete e moltiplicatevi

Un manifesto di Ventotene per le librerie libere e indipendenti d’Italia

«Le idee più folli nascono nei momenti più disperati», ama dire il libraio di Ventotene. Del resto, dice ancora, «così è stato per Spinelli, Rossi e Colorni, che confinati a Ventotene nei mesi in cui il secondo conflitto sembrava volgere a favore dell’ Asse, pensarono e scrissero “il Manifesto di Ventotene, per un Europa libera e unita”, testo sulle cui basi, una volta terminata la guerra a favore degli Alleati, venne a costituirsi l’ Unione Europea».

Se devo pensare a una libreria indipendente che ha cambiato il tessuto sociale attorno a sé non posso non pensare all’Ultima spiaggia di Fabio Masi, cuore pulsante di una piccola isola che vive di pesca e di turismo.

E che si raccoglie attorno ai libri. E che grazie a quella libreria porta a Ventotene visitatori che sanno di poter trovare un luogo dove riconoscersi e dove incontrarsi con persone che condividono le stesse passioni.

Dove, anche, trovare non soltanto tutto quel che si può auspicare su Altiero Spinelli e sui suoi compagni di confino, sul carcere di Santo Stefano e su quel che costituisce la storia dell’isola (e non solo).

Ma libri che hanno superato la fase della promozione e dell’allettante novità. Libri validi, libri belli, di ogni provenienza e genere.

Inclusi quelli della piccola casa editrice che ha il nome della libreria e che stampa testi che hanno a che fare con la storia e gli umori e le bellezze e l’unicità del luogo.

Ogni anno, Fabio Masi, che è il meraviglioso libraio di Ventotene, si divide tra l’isola (da aprile a ottobre) e Camogli.

Dal 2014 si è unita anche una sede a Genova, Amico ritrovato (130 metri quadri, “prima realtà indipendente della Liguria per fatturato, aperta con “appena” 75 mila euro di investimento”).

E non smette di pensare agli altri, alla realtà del mercato editoriale, all’indifferenza del medesimo nel cambiare le cose, mentre, dice spesso, pensa a quei 13 milioni di italiani che vivono in luoghi sprovvisti di librerie e biblioteche.

Ogni volta che penso ai librai penso a quel che ripete Fabio Masi, quando cita gli editori francesi dell’ADELC (Association pour la défense de la librairie de création) che si sono associati per finanziare la nascita e la diffusione delle librerie indipendenti. E si chiede perché in Italia non si riesca a fare lo stesso. P

erché a raccontarla così sembra persino che l’entusiasmo, la capacità di fare scelte non canoniche, la voglia di collaborare con gli altri paghino. E in effetti sì, in effetti può accadere, e basterebbe in fondo volerlo davvero.


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