leggete e moltiplicatevi

Ricostruire una “società letteraria” insieme a club e gruppi di lettura

Il 28 giugno 1993, sulle pagine del Corriere della sera , Sebastiano Vassalli attestava la fine di ogni possibile società letteraria nel nostro paese. «Con la caduta delle ideologie – scriveva - è venuta meno anche qualunque tendenza letteraria».

Erano anni, quelli, in cui i “mercoledì dell’Einaudi” che apparivano come «cerimonie di altissima eucaristia», in cui ogni libro nasceva come un piccolo mattone di un grande edificio politico-letterario, costituivano un pallido ricordo di incomprensibili furori.

La scomparsa della «società letteraria» portava con sé quella della critica e della figura dell’intellettuale, così come erano state trasmesse dall’intero Novecento.

E l’accesso al mondo delle lettere di uomini dello spettacolo segnava la definitiva trasformazione della letteratura in una forma di intrattenimento come tante, una pratica di scrittura in cui non ne era più nulla della costruzione di un canone.

Erano anni, quelli, in cui anche l’esposizione fisica stessa dei libri mutava di segno.

Nel dicembre 1995 il gruppo Feltrinelli acquisiva i negozi Ricordi.

Le librerie Feltrinelli diventavano megastore, affiancando ai libri i cosiddetti “prodotti complementari”, e determinando la crisi delle piccole librerie, incapaci di offrire nei loro angusti spazi la stessa quantità di “merci complementari”.

Nel XXI secolo questo mondo diventa il mondo della Grande Quantità, in cui i libri si trasformano definitivamente in una sorta di appendice a ogni genere di merce.

Nel 2003 Amazon annuncia di aver raggiunto per la prima volta un guadagno su base annua e comincia la sua lunga marcia di distruzione di ogni recezione e mediazione “sociale” nel consumo di merci, in primo luogo della merce-libro.

Tra sé e l’individuo consumatore Amazon non lascia nulla, poiché nella Grande Quantità non sono ammessi giudizi di valore in grado di fondare tendenze e associazioni, ma soltanto algoritmi che registrano andamenti di vendita.

Profeti di ogni fede e religione tecnologica annunciano non soltanto la scomparsa dell’editoria cartacea, ma dell’editoria in quanto tale (ognuno si sarebbe autopubblicato, era lo slogan imperante) e delle stesse librerie.

In barba, però, ai profeti di sventura, è accaduto il contrario.

Negli Stati Uniti e in numerosi altri paesi occidentali avanzati, la crescita dell’editoria digitale ha subìto un brusco arresto e l’editoria cartacea ha registrato un incremento. Inoltre, l’esplosione delle vendite del commercio on line ha determinato non la crisi delle piccole librerie, che invece sembrano rinascere ovunque, ma dei megastore e delle grandi catene librarie.

Questo inaspettato contromovimento può essere spiegato in molti modi, ma forse non vi è concetto migliore per comprenderlo di quello che Pierre Bourdieu definiva, negli anni Settanta, Distinzione.

Saranno pure cadute le ideologie, ma il consumatore, per Bourdieu, non solo distingue per distinguersi, ma anche perché non può farne a meno.

La distinzione di gusto è un habitus sociale ineliminabile.

A questo contromovimento, in atto un po’ ovunque, della Distinzione contro la Grande Quantità, o della Qualità contro la Grande Quantità, appartiene la decisione, presa da Neri Pozza nel 2013, di fondare a Milano, con il concorso della Biblioteca Sormani, il primo Neri Pozza Book Club, cui hanno fatto poi seguito molti altri club, a Roma, a Torino, grazie alla collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, a Padova, a Verona, grazie alla collaborazione con la Fondazione Atlantide e il Teatro Nuovo di Verona, a Vicenza, grazie alla collaborazione con la Biblioteca Bertoliana.

I club sono gruppi di lettura che leggono in anteprima i libri che la casa editrice si appresta a pubblicare, allo scopo di prepararsi all’incontro con gli autori in maniera critica pertinente e contribuire, attraverso il blog del Club, alla discussione attorno alle opere e alla loro.

I membri del Club inoltre partecipano agli incontri indetti dalla casa editrice sui temi e sulle linee di ricerca della letteratura e del pensiero contemporanei, così come accadeva fino agli anni Settanta nelle case editrici di cultura e nelle librerie di tendenza del tempo.

Le loro riunioni sono i nostri “mercoledì”.

La loro nascita si fonda sulla speranza che le trasformazioni in corso possano schiudere nuove opportunità all’editoria come progetto, capace di mostrare, nelle scelte e nel programma, una propria idea della letteratura e del pensiero.

Un’editoria così fatta, come dimostrano le migliori esperienze del passato, ha bisogno di costruire attorno a sé una «società letteraria», fatta di lettori attenti al suo catalogo, di critici in grado di analizzare le sue scelte, di scrittori che si identifichino in una certa idea della letteratura, di pensatori che condividano un determinato programma di ricerca.


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