leggete e moltiplicatevi

Gioco di squadra per accendere la voglia di leggere

La trentesima edizione del Salone del libro di Torino ha dimostrato che il lavoro di rete è fondamentale non solo per chi si occupa di libri ma per tutto il Paese. Quando si parla di rete mi viene sempre in mente quella del campo di calcio. Per me fare rete significa fare gol ed è necessario il gioco di squadra. Certo, capita anche di fare rete partendo da metà campo come Maradona nel 2002, in Argentina-Inghilterra, ma è davvero molto raro. Giocando a pallone ho imparato che “fare rete” è fondamentale anche per chi come me fa il libraio. Ho capito, soprattutto nell’ultimo decennio, che per vendere e promuovere i libri è necessario avere rapporti stabili e continui con tutti gli attori della filiera: bibliotecari, insegnanti, editori, scrittori, colleghi ed in primo luogo coloro che ci tengono in vita: i lettori. Le biblioteche sono fondamentali per tenere in vita le librerie; tutti i dati dimostrano che dove funzionano bene le biblioteche ci sono ricadute positive anche sulle librerie. La scuola è imprescindibile per promuovere la lettura, e nel corso degli ultimi anni le scuole si sono aperte con sempre maggiore convinzione ai territori, interagendo con gli altri soggetti della filiera.

Il nostro è un paese di festival e premi letterari, in cui, come ci raccontano i dati dell’ISTAT e dell’AIE, il 60% della popolazione non legge neanche un libro all’anno. È dalla evidenza di questo dato che bisogna partire per riuscire a trasformarlo, e la domanda fondamentale diventa allora che cosa è possibile immaginare e progettare per aumentare la percentuale di lettori. La risposta, in primo luogo, sono convinto che possa consistere nella disponibilità a “fare rete”, a lavorare insieme, mettendo a disposizione le competenze di ognuno. Torino da è stata capace, più di altre città, di fare sistema attorno al libro, oltre al Salone del libro, a Portici di Carta, Torino che legge e le tante iniziative in periferie come Leggermente, Liberinbarriera , Librincorso. Circolo dei lettori e Scuola Holden hanno avuto il loro ruolo. Bellissima ed animatissima la “Piazza dei lettori” realizzata al Salone dai bibliotecari e dal nuovo Consorzio delle librerie indipendenti torinesi (Colti).

Integrare le competenze e lavorare insieme è per rispondere in modo più efficace allo strapotere di Amazon e delle librerie di catena.

A Milano è nata la LIM che raggruppa più di trenta librerie, a Roma 40 librerie hanno costituito la rete LDR. Anche le scuole si sono unite in reti per animare le loro biblioteche aprendosi sempre più al territorio. Torinoretelibri che coinvolge attualmente 40 scuole dell’area metropolitana.

I gruppi di lettura sono animati di volta in volta da librerie, scuole, biblioteche, associazioni e sono uno stimolo importante per diffondere la passione per

la lettura.

Certo se le istituzioni nazionali e locali mettessero a sistema molte di queste esperienze virtuose quel 60% potrebbe ridursi notevolmente. Insomma “fare rete” in modo convinto e creativo è la strada da percorrere per formare e sviluppare reti della lettura sempre più numerose ed animate; reti in cui circolino, e diventino comuni, idee, passioni, aspirazioni, entusiasmi, desideri, che contribuiscano al benessere della vita delle persone.


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