1917 2017 le inutili stragi

Beati i guastatori di guerra

Quante divisioni abbia sul serio il papa e dove siano dislocate io non lo so, posso però dire che una di quelle divisioni l’ho conosciuta e vista all’opera, e posso metterci la mano sul fuoco in quanto a disciplina e coraggio, snellezza delle linee di comando e velocità di manovra, intuito tattico e lungimiranza strategica. Parlo della divisione Beati i Costruttori di Pace acquartierata a Padova, durante la guerra di Bosnia ho fatto un bel po’ di strada accanto alla sua brigata Sarajevo e alle squadre che tenevano aperto il corridoio per Tuzla. Parlo di unità di volontari ambosessi, addestrati sin dall’infanzia negli oratori e nei campi scuola organizzati e diretti dall’aristocrazia sacerdotale veneta, una élite selezionata in secoli di pastorale della salvezza delle anime e dei corpi già qui e ora, su questa terra e con questi uomini. Che poi vuol dire costruire la pace, e che altro mai? Impresa non facile ma nemmeno impossibile, e se la pace non l’hanno ancora eretta, li ho visti all’opera nel guastare la guerra, che è un primo passo niente male.

Li ho visti forare l’assedio di Sarajevo per tutto il tempo che è durato, con i loro camion e pulmini e furgoni, a piedi, a gattoni nelle gallerie, portando cibo e medicine e libri di scuola e non so cos’altro, li ho trovati acquartierati per mesi in incerte vie franche dove i Puffi, i militari ONU, non avevano il coraggio di restare fino a notte. E arrivare a Tuzla sotto cannoneggiamento per la via di Višegrad, superando tre, quattro posti di blocco delle Aquile e della Guardia di Arkan, e ancora mi chiedo se gli angeli li avevano fatti trasparenti o avevano il carisma di mettere in soggezione anche le peggio bestie, come per altro sapevano mettere in soggezione persino il loro papa. Ne ho visti di loro tra le macerie della Strage della Gioventù del 25 maggio, a darsi da fare per chi era ancora vivo; erano sempre a darsi da fare, e se stavi sulla loro scia eri sicuro che avresti avuto da fare qualcosa anche tu per guastare un po’ di guerra. Mi sarei arruolato se avessi avuto una qualche speranza di essere accettato, ma ero già troppo vecchio e incerto, e anche un po’ troppo pio.


[Numero: 87]