E se le leggi le facessero le donne

La recessione del pene

Il potere è potere, e basta; è sostantivo, è astratto, è neutro. Proprio in virtù della sua natura sostantivale, si può aggettivarlo come si vuole, anche in maschile e in femminile; ed è accaduto negli ultimi decenni del secolo scorso che da parte delle femmine se ne facesse un gran discutere e reclamare, ma dopo tutto questo tempo e tutto l’accaduto ancora non mi è chiaro se si sia mai giunti a definirla la specificità di genere del potere. Sono cresciuto assieme alle donne che del potere al femminile se ne sono fatte una passione militante, ho amato e sono stato riamato con eguale se non maggiore dedizione da femmine che con paziente e costante spirito didattico mi hanno delucidato sul cinismo con cui esercitavo il dominio maschile persino su loro stesse; ho cucinato non so quante cene, seppur frugali, per le compagne che nella stanza di là si interrogavano sulla natura intrinsecamente oppressiva del mio pene, non nego che io stesso ho solidarizzato, e con sincera adesione, con le conclusioni, seppur provvisorie, a cui giungevano in tempo per la pasta al dente, ma sono ancora qui che mi chiedo, cosa ci può essere mai di femminile nel potere alle donne? Cosa si vedeva a quel tempo in Benazir Bhutto, in Indira Gandhi, in Begum Khaleda Zia, e oggi in Angela Merkel, in Roberta Pinotti, in M. E. Boschi, che si può vedere solo lì e non si vedrà mai in un maschio? Non mi sovviene. Del resto, cosa c’è nel potere di un maschio che non potrei mai vedere in quello di una femmina? Però so che c’è un potere, quello sì, che è delle femmine, e è il potere più grande, l’unico che alla fine conti davvero, quello di conservare la specie. E mentre discutevano del mio pene, le femmine si appropriavano, ingerendo una pillola dal costo oltremodo contenuto, del sistema per renderlo non solo evidente, ma inalienabile e indisponibile alla sopraffazione maschile. Non se ne parla un granché, ma i maschi lo sanno, eccome che lo sanno, ed è per questo che si comportano da allora con il tipico andamento di un genere recessivo.


[Numero: 86]