salvate la generazione sandwich

Peter Pan, non so più volare, ora sono mamma!

«Beata te» disse Jane.

E poi una notte avvenne la tragedia. Era già primavera, la storia era stata raccontata, e Jane dormiva ora nel suo lettino. Wendy sedeva in terra, vicinissima al fuoco, per vederci a rammendare, perché non c’era altra luce nella camera; e mentre stava rammendando sentì un chicchirichì. La finestra fu spalancata come un tempo, e Peter si lasciò cadere sul pavimento.

Era sempre lo stesso, e Wendy vide subito che aveva ancora tutti i suoi denti di latte.

Lui era un ragazzino, e lei una donna. Lei stava rannicchiata vicino al fuoco, e non osava muoversi, smarrita e colpevole, una vera donna.

«Oh, Wendy» egli disse, non accorgendosi di alcuna differenza, perché pensava principalmente a se stesso; e d’altra parte, nella fioca luce l’abito bianco di lei poteva essere la camicia da notte nella quale egli l’aveva vista la prima volta.

«Oh, Peter» disse lei debolmente, facendosi più piccina che poté. Qualche cosa dentro di lei piangeva: «Donna, donna, lasciami andare!» «Oh, dov’è John?» egli domandò, accorgendosi d’improvviso che mancava il terzo letto.

«John non è qui ora» lei balbettò.

«Michael dorme?» le domandò con un’occhiata indifferente a Jane.

«Sì» rispose lei; e sentì che era sleale con Jane come con Peter.

«Quello non è Michael» disse in fretta, per paura d’essere colpita da un castigo.

Peter guardò.

«È un nuovo?»

«Sì».

«Bambino o bambina?»

«Bambina».

Ora certamente avrebbe capito; ma nemmeno per sogno.

«Peter - ella disse, con fatica - forse tu aspetti che io voli via con te?» «Certo, son venuto per questo». E aggiunse con una certa energia: «Hai dimenticato che è il momento della pulizia di primavera?» Lei sapeva che era inutile dire che egli aveva lasciato passare molte e molte primavere.

«Non posso venire - gli disse, scusandosi. - Non so più volare».

«Ti insegnerò di nuovo».

«Oh Peter, non sciupare su me la polvere delle fate!» Si era alzata; ed ecco finalmente egli fu colto dalla paura.

«Che vuol dir questo?» gridò, indietreggiando.

«Accenderò la luce - disse lei - e vedrai».

Forse per la prima volta nella sua vita, ch’io sappia, Peter aveva paura.

«Non accendere!» gridò.

Le mani di lei carezzarono i capelli del tragico ragazzo.

Lei non era una bambina disperata per lui; era una donna che sorrideva di tutto questo, ma con sorrisi umidi di pianto.

Poi accese la luce, e Peter vide. Mandò un grido di dolore; e quando l’alta bella creatura si chinò per prenderselo fra le braccia, egli si tirò indietro bruscamente.

«Che vuol dire?» gridò di nuovo.

Bisognava dirglielo.

«Sono vecchia, Peter. Ho già molto più di vent’anni. È tanto tempo che son cresciuta».

«Mi avevi promesso di non crescere!»

«Non ho potuto farne a meno. E sono maritata, Peter».

«No, non è vero».

«Sì, e la bambina in quel letto è la mia bambina».

«Non è vero».

Ma poi pensò che fosse vero; e fece qualche passo verso la bambina, con la spada levata. Ma naturalmente non colpì. Invece si lasciò cadere sul pavimento e pianse; e Wendy non seppe come consolarlo, mentre una volta l’avrebbe fatto così facilmente. Era soltanto una donna, ora, e corse via dalla camera, come cercando un’idea.

Peter continuava a piangere, e i suoi singhiozzi svegliarono Jane. Si levò a sedere sul letto, subito incuriosita.

«Ragazzino - disse - perché piangi?»

Peter si alzò e fece un inchino, e lei pure s’inchinò dal letto.

«Salve» fece lui.

«Salve» fece Jane.

«Mi chiamo Peter Pan» egli le disse.

«Sì, lo so».

«Ero tornato da mia madre - egli spiegò - per condurla al Paese-che-non-c’è».

«Sì, lo so - disse Jane. - Ti aspettavo».

Quando Wendy tornò sfiduciata nella camera, trovò Peter seduto ai piedi del letto che faceva chicchirichì fieramente, e Jane volava estasiata per la camera nel suo costume da notte.

«È mia madre» spiegò Peter; e Jane calò giù e si mise vicino a lui, e aveva sul viso quell’espressione che gli piaceva di vedere nelle donne quando lo guardavano.

«Ha così bisogno d’una mamma!» disse Jane.

«Sì, lo so - ammise Wendy, compassionevole. - Nessuno lo sa meglio di me».

«Addio» disse Peter a Wendy; si librò nell’aria, e l’audace Jane lo seguì; volava già con molta disinvoltura.


[Numero: 85]