salvate la generazione sandwich

Elaine, mamma e figlia la prima “donna nel mezzo”

C’era l’entusiasmo di una generazione uscita vincitrice dalla Seconda Guerra Mondiale e preda – siamo alla fine degli Anni 50 - della febbre di progresso che stava traghettando l’America nella modernità della tecnologia casalinga degli elettrodomestici e nel lusso delle fiammanti convertibili delle Big di Detroit. Elaine Brody viveva a Filadelfia, e avendo due figli in età scolare si mise a cercare il suo sogno, un lavoro part-time nel campo in cui si era specializzata con un master in psichiatria infantile a Pittsburgh.

Non trovò impiego tra i bambini e accettò il posto d’assistente in un’istituzione con la sede sotto casa sua, ma agli antipodi dei suoi interessi: il Centro Geriatrico di Filadelfia, ospizio per ebrei anziani. «Ho finito per curarmi dei genitori e dei figli, che era quello che volevo. Solo che i genitori sono anziani, e i bambini di mezza età», ha scritto anni dopo la Brody, diventata pioniera dello studio degli stress in famiglia legati alla gestione dei vecchi, e nominata “Donna dell’Anno” dal Ms. Magazine nel 1986.

Gerontologa per caso, grazie all’esperienza sul campo avvertì per prima gli embrioni del trend che stava creando un soggetto inedito, sofferto ma ineluttabile, nel tessuto della famiglia americana post-bellica: la «sandwich generation». O, come titolò poi la stessa sociologa nel libro del 1990 che codificò la nuova categoria, «Women in the middle”, le “donne nel mezzo».

Le avanguardie di questa categoria sociologica erano, negli Anni 50, 60 e 70, sostanzialmente soltanto madri di famiglia di 30-40 anni, strette tra la cura dei figli a casa e le preoccupazioni che venivano dalle condizioni di salute di genitori, zii, fratelli e sorelle maggiori: tutti impegnati a salire i gradini di una longevità crescente, grazie ai miglioramenti igienici, sanitari e delle condizioni di vita generali della società americana.

Elaine coniò il termine “sandwich generation” nel 1981, quando era gia’ affermata autrice di studi e ricerche sociologiche. Negli Anni ’70 c’era stata la rivoluzione del femminismo, che riversò milioni di donne nel mondo del lavoro: la “liberazione” portò tante nuove occasioni di successo personale, ma la «parità» acuì le tensioni familiari, perché per decenni la «sandwich generation» è stata prevalentemente un «affare» per donne. Di recente la forbice dell’età si è allungata fino a chi ha 60 o 70 anni, e pure gli uomini sono protagonisti. Soprattutto da quando l’assistenza ha assunto una valenza finanziaria sempre più rilevante.

Elaine Marjorie Breslow era nata a New York, il 4 dicembre del 1922. Suo padre era un dentista e la mamma teneva i conti dello studio. Laureatasi nel 1942 al City College di New York, nel 1943 aveva sposato Stanley J. Brody, che divenne pure lui un gerontologo all’Università della Pennsylvania. La Breslow, assunto il cognome Brody, al ritorno del marito dal fronte si dedicò ai due figli e poi rientrò a tempo pieno nella vita accademica e assistenziale.

In un libro del 1985 Brody smontò il luogo comune allora prevalente secondo cui «i figli adulti di adesso non si prendono cura dei loro vecchi come avveniva nel buon tempo antico». Con le sue ricerche la gerontologa dimostrò il contrario: «Le famiglie oggigiorno forniscono più assistenza, più cure complicate e per periodi di tempo più lunghi, a più vecchi e a gente più anziana, di quanto non sia stato mai in precedenza», disse al New York Times quando era direttrice dei Servizi Umani al Centro Geriatrico di Filadelfia.

Brody pubblicò non meno di 200 ricerche universitarie e scrisse sei libri di gerontologia, di assistenza sanitaria e familiare. Studiosa acuta del ciclo della vita degli uomini, li ha aiutati nel viaggio della responsabilità. Dedicandosi a osservare gli altri, si è stupita di sottostare pure lei alla legge naturale. «Non ricordo d’essere mai diventata vecchia», disse nel 2009 a un convegno della Società Usa della Gerontologia. «Tutto a un tratto, ci sono arrivata». Curò sua mamma fino alla morte, a 99 anni. Quando nel 2014, a 91 anni, la pioniera se ne andò, gli studi sul «sandwich» erano diventati materia consolidata, con il riconoscimento dell’ingresso del termine, nel 2006, nel dizionario Merriam-Webster.


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