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Balene blu russe e bufale nere: non è un gioco

Il Blue Whale terrorizza l’Italia. Crudeli tutor russi irretiscono i ragazzini imponendo 50 prove quotidiane: alzarsi alle 4 e 20, passare giorni interi muti o a vedere film horror, tagliarsi labbra e braccia. Le famiglie non notano nulla fino all’ultima prova, il suicidio. Incredibile, vero?

In Italia ne parla per prima La Stampa il 3 giugno 2016: «Istigazioni social al suicidio, panico in Russia per le chat della morte. Ma è solo un brutto scherzo». A maggio Galina Mursalieva, detta “Klikuchka” (l’acchiappaclic), ha intervistato su Novaya Gazeta le madri di due giovani suicide. Per la polizia, due casi senza istigatori. Le donne, deluse, hanno continuato a indagare da sole: i 130 recenti suicidi di ragazzi sarebbero colpa di misteriosi adulti che in chat impongono le prove. L’intervista ha scatenato il panico. La polizia ha cercato i tutor trovando solo una 13enne e qualche ragazzo: avevano scherzato su prove e suicidi per spaventare i creduloni, promuovere video, far cliccare su banner.

A novembre 2016 viene arrestato il 21enne Filipp Budeykin: non avrebbe ideato la fantomatica “sfida” ma attirato traffico nelle sue chat parlando di suicidi e suggestionando 15 ragazzi. Al termine delle indagini resta accusato di aver istigato al suicidio due adolescenti, entrambe salve.

Nessun decesso è imputato al Blue Whale, ma la voce gira. A febbraio è sui siti acchiappaclic bulgari e invade i social. Georgi Apostolov del Safer Internet Centre ci dice di averle fatto «una vera e propria cyberguerra». Per non darle visibilità, non ha contattato i media. «Abbiamo solo pubblicato un testo sul nostro sito e diffuso il link commentando tutti gli articoli e i post su Facebook. Poi sono stati i pricipali media a chiederci interviste e a citare le nostre conclusioni sul fatto che è una palese bufala». Dopo 15 giorni, in Bulgaria non se ne parla più.

Da noi va peggio. A marzo escono articoli allarmisti. Citano un caso italiano, un 15enne suicida a Livorno. Il dirigente della squadra mobile Giuseppe Testaì smentisce: «Si tratta di un dramma privato, legato a motivi esclusivamente familiari». Ma il 14 maggio Le Iene trasmettono un servizio su «centinaia di adolescenti russi» saltati giù da palazzi e morti per un «macabro gioco». Ne mostrano i filmati (in realtà non correlati al Blue Whale e per lo più di adulti). Intervistano i genitori russi delle indagini fai-da-te e un compagno del ragazzo livornese che, alla morte dell’amico, ha letto sul web di Blue Whale e pensato che c’entrasse. Nessuna prova, tanta suggestione: scoppia la psicosi. Google ha un picco mondiale di ricerche per “Blue Whale”, abbinato a “Iene” e anche a “regole”: molti vogliono sapere come si fa. Parecchi giornali fanno eco alle Iene. Le scuole allertano gli alunni, diffondendo il terrore. Su Youtube c’è chi finge di voler “giocare” e chi si finge tutor per dissuaderlo. Girano allarmi: è in trappola chi risponde a un certo numero, in realtà di un supermercato, o a un messaggio WhatsApp. Sul web gli indignati coprono di insulti il ristorante Balena Blu di Monterosso, reo di aver creato il “gioco di morte”.

La Polizia Postale definisce il Blue Whale «una discussa pratica che sembrerebbe provenire dalla Russia» e i tutor «eventuali soggetti», per non confermare che esistono: teme soprattutto le emulazioni. E riceve valanghe di segnalazioni: 40 al 22 maggio, 70 due giorni dopo, poi centinaia. Molti scherzi di ragazzini e falsi allarmi, ma anche qualche caso di suggestione e imitazione, con adolescenti fomentati a vicenda e lesioni autoinflitte.

Intanto, in Russia c’è solo un secondo arresto: Ilya Sidorov, fintosi tutor per estorcere 350€ a una ragazzina. Per Apostolov ciò «mostra ancora una volta quanto possano essere pericolose le bufale sui media: gente meschina può essere tentata di sfruttare il clamore per profitto, ma provocando autentici danni.»

Che dire? Non temete il Blue Whale e gli onnipotenti curatori russi. State in guardia, ma dalle imitazioni locali. Perché una leggenda può fare disastri, se presa per vera.


[Numero: 84]