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Toga, farfallino, due biro: i segreti dell’esame a Oxford

Inizio questo breve excursus su cosa significhi studiare ad Oxford dalla fine, dal giorno degli esami. Chi fosse in città in questo periodo vedrebbe per strada decine di giovani vestiti in maniera buffa, con farfallino bianco i maschi, fiocchetto nero le femmine, e toga nera. Non sono comparse di un film in costume, ma studenti che si apprestano a sostenere una prova nella Exam Schools, un imponente palazzo di fine Ottocento situato sulla strada principale di Oxford, la High Street. Conosco bene quel palazzo perché ci faccio lezione tutto l’anno per il corso di laurea in Politica, Economia e Filosofia (universalmente noto come PPE). Qualche giorno fa ero anch’io in toga pronto ad assistere i miei studenti durante l’esame che adesso devo correggere.

In questa Università il voto di laurea dipende quasi interamente dal risultato di questa raffica di esami (otto, nel caso di PPE), sostenuti alla fine del terzo anno. È quindi cruciale essere in perfetta forma, fisica e mentale, per affrontare questa prova decisiva della propria vita. Alcuni cedono alla pressione e sono costretti a ritirarsi. Mi ronzano in testa le parole di una canzone di Antonello Venditti (La notte prima degli esami), «Claudia non tremare…». Ma per fortuna nessuno dei miei studenti è in preda al panico. Al contrario, li vedo concentratissimi, con bottiglietta d’acqua, due penne biro, matite perfettamente appuntite, pronti a scattare non appena gli viene detto che possono aprire la busta. Il caso vuole che nella stessa aula dove sono i miei studenti si tenga anche l’esame di “Archeologia etrusca”. Le immagini a colori dei vasi antichi lasciano senza fiato. Il corso del vicino sembra sempre più interessante del proprio.

Come ci si prepara all’esame finale? Oxford, al pari di Cambridge, ha un doppio sistema di istruzione. Come nelle università italiane, gli studenti frequentano le lezioni cattedratiche, almeno otto per trimestre. Ma il vero lavoro pedagogico si svolge nei mitici tutorials: il tutor assegna al giovane discente un compito da consegnare entro una settimana, il quale riflette le domande d’esame. Nel caso della mia materia, lo studente scrive un breve saggio, che tocca i temi trattati a lezione, ma gli permette di esprimere la propria opinione sul materiale di studio. Durante il tutorial, due o tre studenti discutono il saggio del collega e, insieme all’insegnante, valutano quello che si può aggiungere o modificare. I compiti svolti durante l’anno servono come base per preparare gli esami (rigorosamente scritti) di maggio e giugno.

E vengo ora alla differenza più importante tra Oxford e Cambridge, e la maggior parte delle altre università inglesi: il sistema dei collegi. Ogni studente che viene ammesso all’università entra anche a far parte di un collegio (ce ne sono una quarantina). I College sono più antichi dell’Università stessa, alcuni fondati circa 750 anni fa. Diversi collegi hanno accumulato nei secoli grandi ricchezze, mentre altri sono piuttosto squattrinati. Gran parte della vita sociale dello studente si svolge nel suo College, attorno al quale ruotano amicizie, odi e amori che dureranno tutta la vita. Ogni giovane deve trovare il modo di navigare i rapporti sociali che nascono nei chiostri e nelle mense. Ma i College non sono solo il luogo dove gli studenti vivono. Essi organizzano anche i tutorials. Avere dei buoni tutor è cruciale per il voto finale.

Come si entra ad Oxford? La domanda di ammissione è semplice. Se ha dei voti piuttosto alti e riesce a scrivere una lettera di intenti abbastanza convincente, il candidato viene chiamato per un colloquio, condotto dai tutor del collegio. Chi è cresciuto nel sistema scolastico anglosassone e conosce bene la lingua, è ovviamente avvantaggiato. Più della metà degli studenti ammessi nel 2015 proviene da scuole pubbliche. Vi sono tantissimi italiani iscritti a corsi post-laurea, ma la percentuale di quelli che vengono qui per la prima laurea è bassa. Nel 2015, su 64 connazionali che hanno fatto domanda, 8 sono stati ammessi (il 13%). La percentuale per tutte le domande non è troppo dissimile (17.4%). Ultima informazione utile: la retta è di 9.300 sterline, ma ci sono borse di studio.

Mentre mi appresto a correggere i compiti, vedo le toghe volare per aria, e i farfallini bianchi e i fiocchetti neri dirigersi verso il King’s Arms, il pub dove per tradizione si festeggia la fine degli esami e l’inizio dell’età adulta. «Si accendono le luci sul palco», canta Antonello Venditti. Io rimango qui, ad osservare la vita che scorre, pronto ad accogliere un’altra generazione.


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