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Il D’Azeglio si sente in gabbia: se lo Stato non c’è, si fa la colletta

La gloria è scritta nei nomi degli allievi di quasi un secolo fa: Norberto e Leone, Giulio, Natalia, Cesare e Massimo, con il loro augusto professor Monti. La storia, per il liceo classico D’Azeglio di via Parini 8 di Torino, che dopo Bobbio e i Ginzburg, Einaudi, Pavese e Mila ha ospitato migliaia e migliaia di studenti, è impressa nella facciata ottocentesca, che da cinque lunghi anni è impacchettata dai ponteggi, degradata, scrostata, con gli stucchi che rischiano di venire giù. Nessun opera...continua
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