Crowd funding

Dollari, illusioni e delusioni: era soltanto un gioco è diventato una cosa seria

Quando nel 2014 il Corriere della Sera ha pubblicato la classifica dei crowdfunding italiani, ho visto con stupore che il progetto più finanziato su Kickstarter era Sails of Glory: un gioco da tavolo sui combattimenti nell’età d’oro della vela che ho ideato con Andrea Mainini. Guardando a tutte le piattaforme era il secondo, battuto solo dal FABtotum Personal Fabricator: una stampante 3D realizzata a Milano e lanciata su Indiegogo.

Il crowdfunding è molto utilizzato per i giochi in scatola. Vi ricorrono autori che, non trovando case editrici disposte a pubblicarli, si rivolgono direttamente ai potenziali clienti per raccogliere i soldi necessari alla pubblicazione. Di per sé è un’ottima cosa: giochi immortali come Subbuteo, Scarabeo e Jenga sono nati perché l’autore si è prodotto a proprie spese, decenni prima delle piattaforme di crowdfunding, e il pubblico li ha premiati. Tuttavia molti progetti non raccolgono i fondi necessari. Altri hanno assai più successo del previsto ma chi li lancia non sa portare a termine una produzione industriale: il gioco non esce e i soldi vengono mangiati da spese mal preventivate e imprevisti di vario genere. Fortunatamente, diversi titoli arrivano al pubblico, ma alcuni deludono perché il gioco funziona male: se nessuno li aveva voluti pubblicare c’era dunque un motivo.

Nel nostro caso, Sails of Glory aveva già un editore: la Ares Games. Il crowdfunding è servito per partire con più carica, lanciando subito modellini aggiuntivi e accessori vari. E per confrontarsi con il pubblico, che durante la raccolta ha dato suggerimenti e stimoli per migliorare il prodotto. Infine, la campagna ci ha dato una visibilità che non avremmo avuto se fossimo usciti direttamente nei negozi.

La Ares ha chiesto al pubblico 30.000 dollari entro 42 giorni. Le regole del crowdfunding sono semplici: le carte di credito dei sottoscrittori vengono addebitate solo se la cifra viene raccolta nel tempo previsto, altrimenti il progetto non si realizza. Nel nostro caso, il traguardo è stato raggiunto in sole 8 ore. Si poteva contribuire con un’offerta libera, da 1 dollaro in su, senza nulla in cambio se non la soddisfazione di dare una mano: lo hanno fatto in 96. Con cifre più consistenti, dai 35 ai 320 dollari, si aveva diritto a ricevere diverse combinazioni di gioco base e accessori: con il vantaggio di averle prima dell’uscita nei negozi, a prezzo migliore e con alcuni modellini realizzati in esclusiva per i sottoscrittori.

Opzioni ancor più impegnative erano riservate ai negozi che volevano il gioco in anteprima. Hanno contribuito 1.183 persone, debitamente ringraziate sul manuale delle regole. Allo scadere del termine avevamo raccolto 276.745 dollari, 9 volte quanto richiesto, grazie a un buon tam tam fra gli appassionati incentivato da annunci, immagini e video preparati con cura dall’editore. Ha aiutato la fama e la solida comunità di giocatori del nostro analogo gioco Wings of Glory, dedicato ai combattimenti aerei delle due guerre mondiali. La presenza di vari omaggi al raggiungimento di determinate soglie ha inoltre spinto i sottoscrittori ad aumentare i propri contributi e a coinvolgere altri appassionati. Senza dubbio un successo, ma all’estero ci sono casi ben più eclatanti. Exploding Kittens è un gioco di carte semplicissimo, con pretestuosi disegni di gattini sulle carte perché su Internet funzionano sempre. Gli autori hanno chiesto al pubblico 10.000 dollari e li hanno raccolti in otto minuti. Alla fine del mese ne hanno ricevuti 8.782.571 da ben 219.382 persone: è il Kickstarter con più sottoscrittori in assoluto.

Il crowdfunding offre sogni: agli autori di essere pubblicati, agli editori di moltiplicare i fatturati, al pubblico di ottenere il gioco ideale che altrimenti non vedrebbe mai la luce. E funziona, oltre ogni razionalità. Lo dimostra Heroquest 25° Anniversario, che un piccolo artigiano spagnolo ha lanciato dicendo di voler celebrare un gioco Anni 80 amatissimo dai nostalgici. Si è scoperto che non ne aveva i diritti ed è dunque stato bloccato su ben due piattaforme, Kickstarter e Verkami. Nonostante i precedenti, su un terzo sito ha raccolto 680.037 euro. Siamo ormai al 28° anniversario di Heroquest: ci credereste? Gli speranzosi sottoscrittori del progetto non hanno ancora ricevuto nulla.


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