Tivù Tivù se non ci fossi tu

In tv vi sembro più alto? Dovete cambiare televisore.

La mia prima televisione era un 18 pollici, 45 cm circa, non era sottile anzi era profonda 30 pollici, 76 cm circa, perché le televisioni una volta erano più profonde.

Mentre adesso sono ultrapiatte. Infatti i programmi più seguiti si occupano di piatti.

La prima volta che ho visto la televisione avevo 6 anni e da quella scatola magica più profonda che larga è uscito Rin Tin Tin ed il suo padroncino, il caporale Rusty: mi sono innamorato all’istante, non del cane e del caporale beninteso, ma della scatola.

Aveva solo un difetto, era daltonica probabilmente, e le sue storie le mostrava con un umile bianco e nero, sicuramente lo faceva per non sbagliare gli accostamenti del colore.

Quello scatolone si animava solo dalle 17.30 in poi.

Mi capitava di stare delle ore a guardarla spenta, un po’ come si fa con gli innamorati dove si aspetta solo che aprano bocca.

Quante cose affascinanti ed esaltanti mi ha mostrato: gli animali della giungla, gli astronauti sulla luna, la mia squadra che alzava le Coppe; verso l’ora di cena raccontava anche cose brutte come le guerre e le inondazioni, ma grazie a Dio era l’ora di mettersi in pigiama e quindi di guerre ne ho viste poche.

Per accenderla, la scatola, aveva una scatola più piccola, e poi una ghiera che se la spostavi cambiava il canale, i quali erano solo 2.

Siccome per cambiare il canale bisognava alzarsi dal divano per andare a girare la ghiera, finiva sempre che si vedeva lo stesso canale anche se era brutto perché nessuno in famiglia aveva voglia di alzarsi.

Quando hanno inventato il telecomando hanno cominciato a fare tanti programmi brutti, così la gente poteva passare le sere sdraiata sul divano a pigiare sul telecomando con la speranza di trovare un canale bello.

Nell’epoca del telecomando io, rispetto alla scatola più profonda che larga, ero sempre innamorato, anche se mia mamma mi diceva che ero un rincoglionito sdivanato.

Era l’epoca delle televisioni private e il telecomando oltre a cercare un programma bello serviva anche a cercare, dopo la mezzanotte, uno spogliarello. Inutile dire che era più facile incontrare uno spogliarello che un programma bello, ovviamente rigorosamente dal divano.

Nel frattempo era arrivato anche il colore, ma per me che sono daltonico poco importava.

Negli anni novanta sono comparsi i decoder, e quindi sul divano si stava più stretti perché erano aumentati i telecomandi.

È stata l’epoca delle scorpacciate di film e di partite, con la sola differenza che prima erano gratis ora erano a pagamento.

Nella stessa epoca curiosamente anch’io sono finito dentro allo scatolone, non da solo beninteso ma con altri due: vi devo confessare che ho sempre preferito guardare le partite che quei tre, semplicemente perché ci si imbarazza a guardare te stesso: è un po come quando ti riguardi nei selfie: avresti sempre voglia di metterle nel cestino certe foto.

E poi la televisione si è fatta piatta piatta. Sono arrivate le serie tv, i reality e le gare, gare di ogni tipo: di canto, di cucina, di comicità, di costruttori di case, di sopravvivenza, di demolizioni di auto e matrimoni, di moda, di chirurgia plastica ecc. ecc, ecc.

Io le avrei anche guardate queste cose ma il buon Dio ci ha spedito un bimbo, a me e a mia moglie, e quindi al compimento del terzo anno si è impossessato di tutti i telecomandi.

La giornata è scandita dai cartoni e da film cosiddetti per ragazzi: bugia!

Grazie a mio figlio ho scoperto dei capolavori assoluti: mi riferisco tutti i film della Pixar.

Quest’anno che la mia squadra non va tanto bene ogni tanto chiedo a mio figlio il permesso di vedere il mio film preferito: Up, ma lui me lo nega perché c’è o il Clasico, o una partita della Premier League o l’ultima puntata dei Thunderman.

Alla fine rimango lì sul divano a guardare. Aveva ragione Jannacci quando diceva che la televisione aveva una forza da leoni.

A proposito quando mi fermate per strada e mi dite “ L’ho vista in televisione l’altra sera e sa che la facevo più alto….”, delle due l’una: o mi state prendendo in giro, oppure vuol dire che siccome è vecchio è ora di cambiare il modello del vostro televisore.


[Numero: 77]