[Sommario - Numero 76]
Indovina Kim
Giacomo Gambineri - Genovese, disegna da sempre. Laureato al Politecnico di Milano, sopravvive grazie a insospettabili testate che continuano, per equivoco, a pagarlo. Trova conturbante parlare di sé in terza persona.
PYONGYANG
Maurizio Cucchi

Massimiliano Panarari
nord corea kim il leader mutante

Al compagno Kim le chiavi di Sarzana

Noi di Val di Magra non siamo gente chiusa, e non stiamo lì a guardarci l’ombelico ma apriamo lo sguardo al mondo, parliamo con gli stranieri, pendiamo e andiamo di qua e di là a conoscere popoli e paesi sia del nord che del sud; nostra patria è il mondo intero; ma anche se non facciamo preferenze, bisogna dire che abbiamo sempre avuto un gran trasporto per la Corea, e più che mai per quella su al Nord, che ha un clima migliore più fresco e salutare di quella del Sud, e poi è rossa, rossissima, e noi di nostro siamo rossi come tizzoni ardenti. Il perché di questa preferenza non mi risulta, sono le imperscrutate profondità dell’animo umano, una cosa ormonale, una particolare tinta di rosso che ci attizza, ma da noi quando senti nominare anche solo la parola Corea su nel Nord vedi che alla gente gli si apre il cuore, e siccome siamo gente che più che parlare fa, abbiamo preso il loro presidente e gli abbiamo dato le chiavi della nostra capitale di vallata, la bella città di Sarzana, che ha dato al mondo anche un papa Nicolò che era un gran intenditore d’arte, e quando poi i fascisti si son messi in marcia per Roma ci hanno girato alla larga perché tutta la città era lì con gli schioppi a aspettarli. È stata una cerimonia bellissima di più di trent’anni fa, in tempi non sospetti, quando la Corea non era così famosa come oggi e noi eravamo all’avanguardia, rossi e bianchi, tutto il Consiglio Comunale unanime. Il loro presidente era quel grand’uomo di Kim Il Sung, che poi ha fatto dei figli e dei nipoti che gli assomigliano come gocce d’acqua e avranno ancora la chiave da qualche parte. Purtroppo il grande Kim non è potuto venire, ma c’era l’ambasciatore e la Stefi, che era la più bella di tutta la FGCI, gli ha dato la chiave d’oro insieme a un mazzo di fiori così grande che il cinesino ci è sparito dentro. Mi hanno detto che l’anno scorso al Kim l’hanno scitadinizzato; i tempi sono quelli che sono, speriamo almeno che lui non lo venga a sapere.


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