[Sommario - Numero 74]
La quarta parte del Mondo
Sara Stefanini - È nata a Sorengo, in Svizzera nel 1982. Si diploma in illustrazione e animazione multimediale allo Ied di Milano nel 2006. Attualmente lavora come Graphic Designer e illustratrice freelance per magazine e case editrici italiane e straniere. Viene selezionata per il catalogo e la mostra al concorso internazionale Ilustrarte per la biennale del 2016. sarastefanini.com
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Maurizio Cucchi
amerigo vespucci che il vento sia con noi

Dalla biblioteca di Amatrice

La “nave scuola amerigo vespucci” è una stringa di ricerca del Soggettario nazionale curato dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Indicizza le pubblicazioni che ne parlano, catalogate nelle biblioteche d’Italia. “La più bella del mondo: nave scuola Amerigo Vespucci” di Piero Carpani (Edizioni Amadeo, 2008) e “Vespucci : la nave più bella del mondo” di Enrico Gurioli (De Agostini, 2008), fanno riferimento al famoso episodio del 1962.

Più in generale sulle navi scuola, si può indicare “Gli ultimi mohicani degli oceani : rassegna delle navi scuola a vela in servizio”, di Jacek E. Palkiewicz (Mursia, 1981). Per un approccio diverso, incentrato sulla navigazione, segnaliamo “Sull’Amerigo Vespucci 500 anni dopo Colombo: diario telematico di bordo” di Gianni Loperfido (Il Gabbiano, 1994), che racconta la grande regata del 1992 sulle rotte di Cristoforo Colombo.

Di libri sulla storia delle navi ce ne sono un’infinità. Per una summa, “Navi: storia e caratteristiche delle 300 navi più famose del mondo” di Chris Bishop (L’Airone, 2007). Sui velieri, si veda “Velieri : storia illustrata della navigazione a vela”, di Pietro Caricato (Incontri Nautici, 2008) o “I grandi velieri : storia ed evoluzione della navigazione a vela dalle origini ai nostri giorni”, di Franco Giorgetti ed Erik Abranson (White Star, 2001). Per i singoli tipi di velieri troviamo bibliografie ad hoc, a volte specifiche per ragazzi. Le caravelle sono legate naturalmente alle avventure di Cristoforo Colombo (ad es. “Il segreto delle tre caravelle”, Daniela Moretti, Mondadori, 2008) e i galeoni alle ricchezze (ad es. “Galeoni e tesori sommersi”, Claudio Bonifacio, Mursia, 2010).

Per i vascelli e le fregate, che cambiarono le tecniche di battaglia marine, si veda “Vascelli e fregate della Serenissima : navi di linea della Marina veneziana 1652-1797” di Guido Ercole (Gruppo modellistico trentino di studio e ricerca storica, 2011). Per i clipper il testo di Basil Lubbock “I clipper : l’eta dell’oro della vela” (Rizzoli, 1976).

Per le navi a propulsione meccanica, mercantili e militari piace citare “Transatlantici & navi mercantili : i 300 bastimenti più importanti del mondo!”, di Robert Jackson (L’airone, 2011) e “Le navi di linea italiane : 1861-1969”, a cura dell’Ufficio storico della Marina militare (Roma, 1969), dove troviamo mas, siluranti, cannoniere, corvette, torpediniere, corazzate, incrociatori, etc. Ci sono poi ricche bibliografie legate a singole navi; per il galeone Mayflower, si veda “Mayflower : la nave dei Padri pellegrini”, Noel C. L. Hackney (Mursia, 1974); per il vascello San Juan Nepomuceno: “Trafalgar : la battaglia che fermò Napoleone” Marco Zatterin (Rizzoli storica, 2005); per il transatlantico Rex, omaggiato da Fellini in Amarcord, e l’impresa del Nastro azzurro 1933, “Transatlantico Rex: il mito e la memoria”, Paolo Piccione (Silvana editore, 2013).

Quando si parla di navi a vela si parla anche di regate. Delle internazionali si può indicare l’Ostar, nota transatlantica in solitario, ogni quattro anni dal 1959: Ambrogio Fogar la racconta in “Messaggi in bottiglia : da un catamarano in mezzo all’Atlantico” (Landoni, 1976). E per l’America’s cup e la sua storia ultracentenaria si veda “C’era una volta la Coppa America”, di Gérard A. Jaeger (Longanesi, 2007).


[Numero: 74]