[Sommario - Numero 71]
Il Cammino
Ettore Mazza - Nato a Desenzano del Garda, classe 1994. Vive e lavora a Bologna dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Illustratore e fumettista, fonda nel 2015, insieme ad altri quattro amici e autori, BRACE, collettivo che si occupa di micro editoria autoproducendo volumi con (l’avreste mai detto?) fumetti e illustrazioni. Appassionato di preistoria e archeologia, ha nostalgia per tempi che non ha mai visto, scenari ormai perduti che cerca di ritrovare tra le pagine dei libri.
Ho imparato con i piedi
Maurizio Maggiani
Camminatore
Maurizio Cucchi
A ciascuno il suo Cammino

Un mondo di gente in cammino e non sempre la destinazione è certa

Siamo in cammino da sempre. L’umanità ha popolato gli angoli più remoti del pianeta raggiungendoli a piedi, passo dopo passo, millennio dopo millennio. Dalla Terra del fuoco al lembi più lontani dell’Asia, dalle lande ghiacciate del Nord alle foreste tropicali. I nostri antenati hanno camminato per trovare suoli fertili e cibo, e ai giorni nostri ancora si cammina in cerca di lavoro, inseguendo una speranza, o per scampare dalla guerra o dalla fame.

Ma, da sempre, si cammina anche per esplorare posti nuovi, per la curiosità dell’incontro con genti e culture diverse. O ancora per cercare se stessi, o lungo percorsi che promettono cibo per lo spirito, verso mete dense di implicazioni simboliche. Non è un caso che il più significativo dei pellegrinaggi cristiani porti, in Terra Santa, ad un sepolcro vuoto.

Nei secoli, insieme al commercio, le religioni hanno aperto innumerevoli nuove strade. Vi sono culti per i quali il pellegrinaggio è un obbligo. Andare alla Mecca è il quinto pilastro dell’Islam: ogni musulmano è tenuto al viaggio nella città sacra almeno una volta nella vita se i suoi mezzi lo consentono.

I pellegrinaggi cristiani cominciarono nei primi secoli dopo Cristo, e presero vigore in particolare dopo gli editti del 313, che inaugurarono la pax di Costantino nell’Impero. Nel Medioevo, con l’affermarsi delle tre grandi mete (Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela) i percorsi dei pellegrini esercitarono poi un innegabile influsso sulla formazione culturale del Vecchio Continente. Wolfgang Goethe affermò che “L’Europa è nata dai pellegrinaggi a Compostela”. Concetto ribadito da Papa Wojtyla, pellegrino sulla tomba dell’apostolo Giacomo nel 1982: “Il pellegrinaggio di Santiago fu uno degli elementi forti che favorirono la comprensione reciproca di popoli europei tanto diversi, quali erano i latini, i germani, i celti, gli anglosassoni e gli slavi. Il pellegrinaggio avvicinava, di fatto metteva in contatto e univa fra loro quelle genti che, di secolo in secolo, raggiunte dalla predicazione dei testimoni di Cristo, abbracciavano il Vangelo e contemporaneamente, si può dire, emergevano come popoli e come nazioni”.

Istituzioni come i Templari o i Cavalieri di Malta, che ebbero grandissima influenza in Europa, nacquero proprio come ordini ospitalieri, per fornire protezione, ospitalità e conforto ai viandanti diretti in Terra Santa.

Ma i pellegrinaggi non sono un retaggio solo europeo. Fanno parte della cultura popolare e religiosa di tutto il mondo: dal Cammino degli 88 Templi nell’isola giapponese di Shikoku, ai sentieri del Monte Kailash, sacro per tibetani e buddhisti, da Lalibea, la Gerusalemme d’Etiopia, a Tiwanaku o Machu Picchu, i luoghi più sacri degli Inca. E l’elenco è infinito.

Negli ultimi decenni l’interesse per i cammini è letteralmente esploso. La passione per la viandanza (il borgo medievale di Monteriggioni, in provincia di Siena, ospita un festival sul tema) e in generale per percorsi, anche lunghi e impegnativi e – soprattutto – non necessariamente religiosi, si è diffuso a macchia d’olio, così come la letteratura e il cinema di genere.

Novelli Forrest Gump sfidano sempre più numerosi trail anche di eccezionale durezza. Negli Stati Uniti, ad esempio, i percorsi più popolari sono l’Appalachian National Scenic Trail: 3.500 chilometri attraverso 15 Stati, dalla Georgia al Maine. O, verso la West Coast, il Pacific Crest National Scenic Trail, lungo 4.260 chilometri. Ma i soli sentieri nazionali negli Usa sono almeno una trentina. Rimanendo da quelle parti, proprio quest’anno il Canada conta di completare tutti i collegamenti fra i suoi percorsi naturali, arrivando al record mondiale del suo Great Trail: 24 mila chilometri. E girando per il mondo c’è solo l’imbarazzo della scelta: dal trekking sul Kilimangiaro alla traversata della Tasmania.

In Europa ogni Paese ha le sue proposte: spirituali, culturali, enogastronomiche. Dalla Wicklow way irlandese al cammino lungo il Vallo di Adriano in Inghilterra, dal sentiero di San Olaf tra Oslo e Trondheim a quello della Valle del Reno in Germania. Online si trovano tutte le guide, e veri e propri censimenti, come il Pilgrim Routes Database.

In Italia si valorizzano antiche strade, a partire dalla Via Francigena, e se ne inaugurano di nuove, con decine e decine di volontari al lavoro per segnare i sentieri, mentre c’è chi pensa alle tracce gps e chi si impegna per l’ospitalità. Dalla Via di San Francesco, quasi tutta in Umbria, ai cento chilometri del Cammino dei Briganti, tra Abruzzo e Lazio; dal giro a passo di asinello sui Monti Sibillini, alla Sicilia dei vulcani attivi; dalla Sardegna di Tiscali e Cala Gonone, alla Via degli Abati tra Pavia e Pontremoli. Le proposte sono decine, e nascono tour operators specializzati, capaci di rispondere anche ad esigenze particolari, ma sempre più numerose, come quella di chi cerca itinerari da percorrere con il proprio cane, oppure a cavallo. Crescono anche le possibilità di scelta per gli amanti delle due ruote, con ciclovie a loro dedicate, come quella ligure, ricavata lungo la costa dal vecchio percorso della ferrovia, che attira appassionati da tutt’Europa. O la ciclovia del Po, che segue per lunghi tratti il grande fiume.

Un mondo di gente in cammino, insomma. Chi per sfida, chi per misurarsi. O cercarsi. Per poi scoprire, in una citazione di Maruti Kampli cara a molti viandanti, che «la destinazione è la strada, e che tu sei sempre sulla strada, non per giungere a destinazione, ma per godere della sua bellezza e della sua saggezza».


[Numero: 71]