e se vince Marine

La figlia del diavolo nella Trump tower

Marine Le Pen è una vera Stratega nel suo cammino verso il potere. Qualche tempo fa si è fatta notare tra i saloni della Trump Tower a New York. Era seduta in una delle frequentate sale della torre insieme ai suoi colleghi del partito di estrema destra, Front National. Dato che in quel momento in quel luogo erano appostati centinaia di giornalisti in cerca di Donald Trump, è chiaro che la cosa non è passata inosservata. È solamente una «visita privata» ha tenuto a precisare, non appena la tensione si è allentata e si è passati alle chiacchiere informali. L’incontro con Trump probabilmente non è riuscito ma è certo che la Le Pen ha ottenuto quello che in realtà voleva raggiungere: fabbricarsi una vicinanza al tycoon americano per il quale non nasconde la sua ammirazione. I due hanno molti punti in comune: dal nazionalismo, alla demonizzazione della globalizzazione, fino alla continua ricerca di capri espiatori. Lo slogan di Trump è “America first”, quello de la Le Pen è “Priorité nationale”, la nazione per prima.

Questa gita a New York in realtà mostra quanto è calcolato il modo di procedere di Le Pen. La sua ascesa è avvenuta alla velocità della luce. In pochi anni è diventata una figura di spicco della Destra, la «frontwoman» di un movimento che mette in discussione tutto quello che è stato raggiunto in mezzo secolo in termini di Stato di diritto in Europa. La sua vittoria potrebbe significare l’inizio della fine per la Ue. La Ue senza la Francia? Sarebbe inimmaginabile.

I problemi dell’Europa, la crisi dell’euro, l’emergenza dei rifugiati e la Brexit hanno fatto il gioco di Marine Le Pen e dei suoi colleghi. Senza la percezione diffusa, tra molti francesi, che il Paese è in declino, i successi di Marine non sarebbero spiegabili. I motivi di questo successo vanno però cercati anche nella debolezza dell’economia e nella lentezza delle riforme. Le persone hanno la percezione che gli anni delle vacche grasse siano alle spalle. La Le Pen attizza queste paure e si pone come paladina dell’uomo semplice. Parla «a nome del popolo», come si legge sui suoi manifesti elettorali.

In Francia ci si è quasi abituati all’ascesa del Front National e a quella della sua leader di partito. Tuttavia l’ipotesi che a maggio la Le Pen possa essere eletta Presidente del Paese, fa improvvisamente apparire Marine come una minaccia per la Francia e per l’Europa intera. Da mesi Le Pen è in cima ai sondaggi sull’esito del primo turno elettorale, anche se probabilmente non si affermerà alla seconda tornata. La paura però è percepibile: non sono pochi quelli che rabbrividiscono di fronte all’idea di una Le Pen Presidente. Molti rimuovono questa ipotesi, altri minimizzano e pensano, per esempio, che una volta eletta non sarà poi così pericolosa. Tuttavia anche prima della Brexit e prima del voto a Trump, molti avevano cercato rifugio in questi ragionamenti.

Ma quanto è davvero pericolosa la Stratega Le Pen? Marine si mostra in realtà molto più mite di quel che è veramente. Del resto si è impegnata a dare un’immagine più soft al suo partito. Ha ordinato una così detta de-demonizzazione con l’obiettivo di attirare più elettori. I risultati non sono mancati. L’avvocatessa non si mostra brutale come il padre, Jean-Marie Le Pen che aveva tutt’altri modi. Tuttavia gli obiettivi centrali del Front National sono rimasti immutati e puntano contro l’Europa e contro l’immigrazione. Marine attacca in continuazione la Ue che definisce una «tirannia» e inveisce contro «l’imperialismo di Bruxelles».

E viene ascoltata. Questo perché Madame Le Pen non è più una figura marginale, disprezzata dai media, ma si è piuttosto guadagnata una posizione centrale nella vita politica. Sfugge abilmente all’immagine di politico freddo. Si propone come femminista e come madre single. Sul suo blog è raffigurata mentre accarezza i suoi gatti. Di recente è apparsa in Tv in un programma di cucina a impartire ricette. Da donna è riuscita a conquistare più elettrici di suo padre e questo proprio per il fatto che appare meno dura. Tuttavia l’apparenza inganna: Marine non è meno radicale di suo padre. In realtà è più pericolosa. Mentre il padre si collocava tra i partiti di opposizione, Marine punta dritto al potere.

La Nazionalista si allea con i suoi affini in tutta Europa che, in effetti, stanno avanzando un po’ ovunque. Questo perché sembra che i pensieri di destra e quelli di estrema destra siano di nuovo diventati presentabili. Chi vota Marine Le Pen sa per chi sta votando. Se a maggio Marine dovesse effettivamente essere eletta Presidente, un mese dopo i francesi avranno la facoltà di indebolirla. Per le decisioni e per i cambiamenti importanti, il capo dello Stato ha, infatti, bisogno del consenso del Parlamento. Per ora nessuno in Francia pensa a questo momento mentre la data delle elezioni presidenziali aleggia come una vera spada di Damocle.

(Tradotto dal tedesco da Sandra Riccio)


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