E se vince Marine

Dalla biblioteca di Amatrice

Su Marine Le Pen esistono poche pubblicazioni in italiano. Interrogando il database del Servizio bibliotecario nazionale, la più popolare nelle biblioteche italiane è la sua autobiografia, edita nel 2011 per il n. 28 della collezione “I libri del Borghese” dal titolo quanto mai significativo: “Controcorrente” (“À contre-flots”, in lingua originale). Meno intimistico e più legato al linguaggio politico è invece “Front National da Jean-Marie a Marine Le Pen : la destra nazional-populista in Francia” del ricercatore Nicola Genga, edito nel 2015 dalla Rubbettino. A proposito del papà Jean Marie, piace citare il saggio di Antonio Pannullo del 2002 “Oui, oui, Jean-Marie: perché il caso Le Pen ha scosso l’Europa democratica”, edito nel 2002 (Settimo Sigillo, casa editrice specializzata nella produzione di studi sui Movimenti nazionali), nonché “Processo a Jean-Marie Le Pen” dello scrittore e giornalista francese Mathieu Lindon (Textus, 2005).

Per una comparazione con le esperienze negli altri Stati, da notare il libro di Sara Gentile: “Il populismo nelle democrazie contemporanee. Il caso del Front National di Jean Marie Le Pen” (Franco Angeli, 2008) ma anche, per i tipi della Mulino editore, “Nazioni e nazionalismi in Europa” dello storico parigino Guy Hermet e “Populismo e democrazia” dei francesi Yves Mény e Yves Surel.

Di taglio saggistico, “La ragione populista” del filosofo argentino Ernesto Laclau (Laterza 2008).

Un altro studioso, anzi un pioniere negli studi del movimento lepenista è Pierre-André Taguieff, che ha incentrato le sue analisi sui fenomeni legati a xenofobia, razzismo, e in particolare alla “neo-giudeofobìa”. Si possono citare diversi testi, come il recente “L’ antisemitismo”, edito nel 2016 dalla Raffaello Cortina editore, oppure “L’illusione populista”, edito dalla Bruno Mondadori nel 2006.

Il “lepenismo” è figlio della destra nazionalista, antiliberista e populista francese. I fondatori provenivano dall’esperienza del movimento politico extraparlamentare dell’estrema destra francese “Ordre Nouveau”, a sua volta erede spirituale dell’Action francaise. Si veda su questo, Michele Rallo, “Dall’action francaise ad Ordre nouveau” (Europa, 1971). Sui rapporti con Alain de Benoist, invece, si veda “La destra degli dei : Alain de Benoist e la cultura politica della Nouvelle droite” dello storico Francesco Germinario (Bollati Boringhieri, 2002).

Sull’esperienza nella guerra d’Algeria, che vide Jean Marie Le Pen volontario militare, un libro che affronta a tutto campo la vicenda bellica, comprese le azioni terroristiche del Fronte di liberazione nazionale algerino e il ricorso alla tortura da parte francese, è “La guerra d’Algeria” dello storico Benjamin Stora (Il mulino, 2009) o “La guerra d’Algeria” del giornalista britannico Alistair Horne (Rizzoli, 2007).

Sulla destra francese repubblicana da De Gaulle a Chirac e Sarkozy, per un taglio storico piace citare Sergio Romano: “Storia di Francia. Dalla Comune a Sarkozy” (Tea, 2011). Per l’aspetto amministrativo, si vedano le cronache del politico Gaetano Quagliarello: “La Francia da Chirac a Sarkozy : cronache (2002-2007)”, Rubbettino, 2007. Per quello giuridico “La quinta Repubblica. Da De Gaulle a Sarkozy. L’evoluzione di un presidenzialismo extra-costituzionale” dello storico Umberto Coldagelli (Donzelli, 2009).


[Numero: 70]