politica e violenza la lezione del 77

L’abuso di idee e il fascino dell’egoismo

Purtroppo sembra un opera d’arte , e magari da un certo punto di vista lo è, la foto di Paolo Pedrizzetti scattata il 14 maggio del 1977 in Via De Amicis a Milano, con il giovane con il passamontagna che braccia distese spara un colpo di P38. Una posizione diventata tragicamente quasi classica. L’atmosfera era quella. L’arte stava a guardare. Ancora l’artista era visto come una figura contro rivoluzionaria ostile allo spirito collettivo di quel tempo. Eppure nel 1977 si iniziano a sentire gli scricchiolii anche nel mondo dell’arte.

La gente è molto stanca di non potersi esprimere pena l’accusa di un fascismo surreale. Infatti il 1977 sta covando le sue uova che poi si romperanno attorno al 1979 dando vita a un esplosione d’individualismo non meno preoccupante ma sicuramente liberatorio. Nel 1977 iniziano a far capolino i primi quadri e disegni di Francesco Clemente e Sandro Chia, gli apripista di quel movimento, la Transavanguardia , che sembrerà nella sua involuzione una semi rivoluzione. Ma in tutto il mondo le ideologie teoriche dell’arte concettuale e minimalista hanno stremato il mondo dell’arte. La gente vuole qualche ossicino da masticare e non più aria oramai strafritta.

Ci sono gli ultimi spettacolari colpi di coda come “Expansion in Space” di Marina Abramovic e Ulay, dove i due a una mostra stanno in piedi, nudi nell’imbotte di una porta, obbligando lo spettatore a passare e strusciarsi sui loro genitali. Ma c’è anche Cindy Sherman con i suoi finti fotogrammi di film dove lei stessa impersona personaggi di storie americane, tipo la ragazza al bordo della highway che con la valigia aspetta un Greyhound per portarla chissà dove, magari a Hollywood come la protagonista di “La La Land” quasi mezzo secolo prima.

In Italia gli artisti dell’Arte Povera abbandonati dal loro guru Germano Celant erano alla ricerca della loro individualità, lontani dal gruppo, come dei Renato Curcio che avessero voluto candidarsi nelle liste del PCI. In Germania inaugurava Documenta 6 che già schierava ben 623 artisti ai quali metteva a disposizione un budget di 4.800.000 marchi tedeschi e che attirava ben 355.000 spettatori, roba che anche oggi fa gola a qualsiasi mostra d’Impressionisti o Warhol che si voglia. Nel 1977 un artista che oggi ha 87 anni ed è diventata una vera star, la giapponese Yayoi Kusama, dopo un lungo periodo negli Stati Uniti tornava in Giappone per rinchiudersi liberamente dentro un ospedale psichiatrico, a Seiwa, per il resto della sua vita. Il Tedesco Joseph Beuys era all’apice del suo successo celebrato come lo sciamano dell’arte contemporanea.

Se il 1968 era stato per il mondo dell’arte come il mondo in generale un terremoto sociale e culturale di dimensioni inimmaginabili il 1977 era un anno di grande confusione dove si percepiva la stanchezza creativa e la necessità di liberarsi da un’orgia di politica collettiva che aveva impedito a tante persone di esprimersi liberamente. Eppure il 1977 è stato pure un momento di grandi opportunità, forse sprecate, forse sottovalutate. Basti pensare che nel Dicembre del 1977 al Teatro Lirico di Milano il grande e mitico musicista contemporaneo John Cage presentava “Empty Words” un lavoro sui diari di Henry David Thoreau. Il pubblico si divise fra chi andava in estasi e chi urlava di rabbia e frustrazione ma almeno viveva la vita .

Il 1977 è stato un confine anche nell’arte fra un’epoca che ha abusato arrogantemente delle proprie, anche geniali, idee e un’epoca che invece desiderava tornare a godersi un sano, anche se non sempre, egoismo. Nella sua in fondo apparente irrilevanza il 1977 è stato un ponte verso una nuova indipendenza e serenità da parte degli artisti e della cultura . Di quell’anno si vorrebbe tenere l’entusiasmo ribelle e scartare la violenza ideologica e ottusa che ha impedito a molti giovani di sbocciare come avrebbero desiderato e voluto. Ma forse la forza e l’importanza del 1977 è stata proprio quella di essere una maionese impazzita dove gli ingredienti hanno deciso di tornare separati.


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