politica e violenza la lezione del 77

Dalla biblioteca di Amatrice

Incrociando il numero “77” con la classe disciplinare che si occupa dei libri che trattano dei “gruppi rivoluzionari e movimenti di protesta” (che è la 322.4 nel sistema Dewey) o con alcune parole chiavi del Soggettario della Biblioteca nazionale centrale di Firenze come “Movimento studentesco – Italia - 1977” oppure “Contestazione studentesca – 1977” possiamo tirar fuori dalla banca dati del Servizio bibliotecario nazionale (www.sbn.it) un centinaio di pubblicazioni utili per la nostra bibliografia.

Per un approccio generale a tutto campo, piace citare “Passare il segno. La forma della contestazione. Catalogo del Fondo ’68-’77 della Biblioteca di via Senato”, che illustra una parte del cospicuo fondo bibliotecario, ben 2.500 documenti, tra libri, giornali, riviste, manifesti, volantini, etc. Più di tipo saggistico, invece, “L’ orda d’oro. 1968-1977: la grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale”, di Nanni Balestrini e Primo Moroni (Feltrinelli, 2015).

Ci sono naturalmente diverse testimonianze in prima persona, come “Una sparatoria tranquilla per una storia orale del ’77” (Odradek editore) oppure “77 e dintorni. Dalla lega comunista a democrazia proletaria (1975-1980)” di Roberto Massari (Massari editore) o “Uno strano movimento di strani studenti. Composizione, politica e cultura dei non garantiti” di G. Lerner, L. Manconi e M. Sinibaldi (Feltrinelli, 1978) oppure ancora “Volevamo solo cambiare il mondo” di Tano D’Amico (Intra Moenia, 2008). Dello stesso autore anche un piccolo album fotografico, “È il ’77”, ristampato per il trentennale da Manifestolibri.

Il movimento nasce a Bologna. Si veda “Bologna ’77: comunisti, potere, dissenso: analisi di un’esperienza dal vivo”, conversazione tra il dirigente Fabio Mussi e l’allora sindaco Renato Zangheri (Editori riuniti, 1978). Sono due le anime. Per l’ala cosiddetta “creativa” si può citare “Dell’innocenza. 1977: l’anno della premonizione” di Franco Berardi detto “Bifo” (Ombre Corte, 1987), che si sofferma sull’esperienza di radio Alice (e sulla musica del tempo, i Sex Pistols, il Punk, etc.), forse la più nota radio libera politicamente militante, chiusa per un mese dalla polizia a seguito dei “fatti di Bologna dell’11 marzo 1977”, per i quali si può indicare “Bologna marzo 1977 ...fatti nostri”, ristampato da Nda Press nel 2007 per il trentennale. Nda Press ha dedicato ai “classici del movimento” un’intera collezione. Ne fanno parte titoli come “Underground: a pugno chiuso!”, di Andrea Valcarenghi, fondatore della rivista “Re Nudo” (una delle maggiori riviste dedicate alla controcultura in quegli anni), che affronta le relazioni tra il movimento studentesco italiano e quello americano con il suo accento Hippy.

Sull’ala favorevole alla lotta armata si veda “Verso la lotta armata. La politica della violenza nella sinistra radicale degli anni Settanta”, a cura di S. Neri Serneri (Il Mulino, 2012). Per uno studio analitico dei singoli episodi, irrinunciabili i tre volumi di “Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie”, di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (DeriveApprodi 2007).

Il movimento non fu solo stretta politica, innovò molto nel campo dei diritti civili e delle libertà, spaziando dalla letteratura alla musica. Per questo taglio, prettamente culturale, si può citare: “1977”, di Marco Grispigni (Manifestolibri, 2006).


[Numero: 69]