di che virus sei

Dalla biblioteca di amatrice

La bibliografia sull’argomento “Vaccini” è piuttosto ricca. Interrogando il catalogo delle seimila biblioteche che formano il Servizio bibliotecario nazionale attraverso le due classi Dewey di riferimento - la 614.47 (medicina preventiva: immunizzazione) e la 615.37 (terapeutica: sieri e medicinali immunologici) e attraverso parole chiavi del “Thesaurus” della Biblioteca nazionale di Firenze come “vaccino”, “vaccinazione”, “immunoterapia”, “profilassi” emergono circa 300 pubblicazioni in italiano.

Niente male, considerando peraltro che non tutte le pubblicazioni – anche quelle recenti, purtroppo - vengono indicizzate per argomento dal catalogatore.All’interno dei dati restituiti, poi, si può ulteriormente raffinare per il tipo di malattia, ad es., tubercolosi o meningite, di cui tanto si è parlato in questi giorni.

Naturalmente, gran parte delle pubblicazioni sono di taglio universitario, e si trovano quindi nelle biblioteche dei dipartimenti di Scienze animali o di Sanità pubblica, ma non mancano libri di divulgazione scritti da esperti. Sono nella maggior parte libri apertamente a favore dei vaccini - ad es. Chi ha paura dei vaccini?, di Andrea Grignolio, Codice editore - ma non mancano libri critici come Vaccinazioni: alla ricerca del rischio minore. Perché ho vaccinato i miei figli ma non i miei nipoti di Eugenio Serravalle, Il leone verde editore.

Sono entrambi libri recenti, e quindi reperibili anche in libreria. Notevoli le curiosità da biblioteca, a cominciare da un testo del 1918 di Riccardo Ghivarello, edito dalla Colitti: Per la difesa sanitaria del nostro esercito: vaiuolo e vaccinazione contro la… A guardare le biblioteche che lo possiedono si può parlare di un vero classico. Sulla biblioteca digitale di “Internet culturale” sono stati digitalizzati – e quindi fruibili on-line - diversi studi universitari. Su tutti il libro del medico chirurgo Luigi Sacco, edito nel 1801: Osservazioni pratiche sull’uso del vajuolo vaccino, come preservativo del vajuolo umano, che non è solo un titolo, ma è pari pari l’etimologia del termine (si chiama così proprio perché il pus del vaiolo bovino contratto da una mungitrice fu somministrato dal medico inglese Edward Jenner al figlio del suo giardiniere per vedere come avrebbe reagito a un’infezione successiva di vaiolo umano. Il ragazzo se ne mostrò immune e l’inoculazione di vaiolo bovino divenne l’alternativa più sicura rispetto all’abituale variolizzazione, cioè l’inoculazione del virus del vaiolo umano).

Sulla rete, siti, blog e social network dubbiosi verso le vaccinazioni sembrano più numerosi di quelli a favore, ma è chiaro che quantità non è sinonimo di autorevolezza, senza contare che la cultura della paura ha un suo interesse e un suo mercato, anche perché “certe storie sono troppo belle per essere vere” per citare il sottotitolo di Notizie che non lo erano, il libro di Luca Sofri, Rizzoli editore, che evidenzia gli errori dei giornalisti. Come non ricordare poi Il giornalismo dei polli, titolo di un capitolo del libro La scomparsa dei fatti, edito nel 2008 da Il Saggiatore, in cui Marco Travaglio racconta la paura ingiustificata, fomentata dai media, rispetto alla realtà dei casi di influenza aviaria che emersero in Italia nel 2005.


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