Se 150 anni vi sebran pochi

IL NOSTRO GIORNALE

Da un mese il nostro giornale ha mutato aspetto; esso si è quasi rinnovellato con ampliata grandezza, con disposizione più ordinata delle materie, con rubriche o nuove o richiamate in vita per dare varietà ed interesse maggiori al giornale, con titolo nuovo aggiunto all’antico e non inglorioso titolo di Gazzetta Piemontese. Anche nella forma tipografica esteriore ci siamo studiati di renderlo più nitido, più elegante, più simpatico ed accetto ai nostri lettori. Per queste innovazioni riceviamo d’ogni parte congratulazioni ed incoraggiamenti: ed il numero dei nostri lettori e dei nostri associati è anche molto accresciuto. Compiacendoci di ciò, rendiamo vive grazie a questi, e delle novità introdotte, della formazione del nostro giornale pensiamo di dare qualche notizia che riuscirà gradita ed interessante a chi ci accompagna col suo favore e ci legge quotidianamente. E cominciamo anzitutto dalla intestazione del nostro giornale.

L’avere aggiunto all’antico titolo quello nuovo — La Stampa — ha parecchie ragioni di essere. Ormai nessuno può contestare che il nostro giornale, pure avendo cura dei legittimi interessi locali, sia un giornale essenzialmente nazionale, non regionale, ed abbia caratteri di vera e propria universalità come pochi altri hanno. Non vi è questione un po’ grave ed interessante, non solo in Piemonte, ma in Italia e nel mondo civile, di cui la nostra Gazzetta non si occupi o colle sue informazioni, o per mezzo dei suoi corrispondenti, o nelle sue riviste e ne’ suoi articoli per mezzo de’ suoi scrittori e collaboratori. Questo assunto il nostro giornale proseguirà anche meglio in avvenire, che l’ingrandito formato e l’ampliata redazione gli consentiranno più spazio e più fonti di notizie.

A questa ampiezza di trattazione e di discussione, a questa universalità di scopi e di argomenti abbiamo creduto che altro titolo più adatto non corrispondesse all’infuori di questo — La Stampa. […]

Il titolo nuovo rappresenta anche le nostre aspirazioni, senza che abbiamo la stolta presunzione di personificare noi tutto quello che è, che può essere la Stampa.

Tale titolo ci consente pure di varcare materialmente i confini del nostro vecchio e amato Piemonte, senza che quelli che sono alle frontiere di queste antiche provincie abbiano pretesto a respingerci, quasi rappresentassimo una angusta e troppo invidiata, ma oramai perfino tramontata, egemonia piemontese.

La leggenda piemontese — è inutile, nascondercelo — ha urtato i nervi di parecchie genti, che a noi attribuirono indole e scopi ben diversi dai veri; dobbiamo rompere queste prevenzioni e questi pregiudizi; e noi abbiamo, più che tutti, il diritto di vantarci i meno regionali, i più italiani di tutta Italia.

Accanto al nuovo, come i lettori vedono, conserviamo l’antico titolo. Questo significhi che la bandiera non è mutata né abbassata. È troppo bella e onorifica la tradizione della Gazzetta Piemontese perché noi non abbiamo a menarne modesto vanto.


[Numero: 65]