1917 2017 la russia che è stata e quella che sarà

Dalla biblioteca di Amatrice

La voce “Rivoluzione russa” sul Servizio bibliotecario nazionale raccoglie 1182 documenti, di cui 1151 pubblicazioni a stampa, 14 video, 10 registrazioni musicali, cinque documenti grafici e due risorse elettroniche. I risultati fanno generalmente riferimento alla rivoluzione d’ottobre, ma possiamo aiutarci filtrandoli con la classificazione Dewey, che presenta sul tema due classi: “Storia della Russia. Nicola II, 1894-1918” (947.083 in numeri) e “Storia della Russia – regime comunista” (947.084 in numeri). L’effetto principale di questa prima rivoluzione, come noto, sarà la fine dello zarismo e l’avvento del comunismo. Sulla fine dello zarismo piace citare una chicca da biblioteca, il libro di Vladimiro Zenzinov, edito nel 1920, “Dallo zarismo al bolscevismo: ricordi d’un rivoluzionario russo”, con prefazione di Leonida Bissolati. Sulla triste vicenda dell’assassinio dello zar Nicola II, da segnalare “L’ultimo zar. Vita e morte di Nicola II” dello storico russo Edvard Radzinskiji per Dalai editore. L’autore si sofferma sui misteri del regicidio che dettero vita alla leggenda della principessa Anastasia unica della famiglia Romanov scampata all’eccidio; leggenda che darà luogo a sua volta a romanzi e film (su tutti l’Anastasia del 1956 che valse l’oscar alla Bergman).

Tra gli scrittori editi in Italia da citare gli studiosi americani William Henry Chamberlin e soprattutto John Reed; il suo “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” è un classico irrinunciabile. Altro classico è “1917 : illusioni e realtà della rivoluzione russa” di Edward Carr, edito in Italia da Einaudi. Oggi è fuori catalogo: introvabile nelle librerie, lo è in biblioteca.

Come non menzionare, infine, i racconti in prima persona dei protagonisti, come Lenin, Trotsky, Kerenski, Kornilov. A proposito di Kerenski e Kornilov, piace segnalare il disegno satirico di Johnny Raffaello che li raffigura litigare davanti a un pianoforte, mentre Guglielmo II, Carlo I d’Austria, Ferdinando I di Bulgaria e Maometto V li guardano divertiti da una finestra. Dall’originale, di proprietà della biblioteca universitaria Alessandrina di Roma, è stata digitalizzata una copia.

Dei video, per la valenza didattica, si evidenzia il secondo numero della collezione Novecento edita dall’Istituto Luce nel 2005 (La Russia: dai Romanov a Stalin / testi e consulenza storica di Victor Zavzlansky); delle registrazioni sonore, i canti del coro e della banda dell’Armata sovietica diretti da Boris Alexandrov. Si tratta di un 33 giri, pubblicato in Italia da Emi nel 1972. Il disco digitalizzato si può ascoltare sul sito dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi .

Riguardo la biblioteca digitale, le pubblicazioni liberamente consultabili sono poche perché in gran parte coperte dal diritto d’autore. Su Internet culturale, invece, imperdibile la pagina del bollettino municipale di Milano di marzo 1917. Il giornalista esalta gli zemstvo come modello organizzativo che nelle campagne russe ha dato voce ai giovani intellettuali. Il giornalista ancora non lo sa, ma di lì a poco con la rivoluzione d’ottobre gli zemstvo verranno sostituiti dai soviet.


[Numero: 64]