e tu che italiano sei

Dalla biblioteca di Amatrice

Che cosa significa essere italiani? si chiede Alberto Donati in “Essere Italiani. La Riproposizione di un Protagonismo Culturale Perduto” (Rubbettino, 2016). In libreria e in biblioteca troviamo diversi testi, oltre quello citato. L’editore Ugo Guanda fu fin troppo esplicito, già nel titolo dell’opera: “Il piacere d’essere pecora. Considerazioni sugli italiani” (Guanda, 1949, riedito nel 2016). Dello stesso avviso diversi intellettuali, come Giuseppe Prezzolini in “L’ Italia finisce, ecco quel che resta” (Bur Saggi, 2011) e Leo Longanesi (leggi il recente “Il mio Leo Longanesi” , a cura Pietrangelo Buttafuoco, Longanesi, 2016).

Ma è proprio così? In “Italiani, brava gente?: un mito duro a morire” (Beat, 2014) lo storico Angelo Del Boca ha dimostrato stragi, massacri, deportazioni commessi anche da noi. Vedi anche Fabrizio Maria e Alessio Melato in “Crimini di guerra: italiani brava gente?” (Era nuova, 2013).

Un libro controcorrente che racconta storie che esaltano i valori positivi degli italiani come la tenacia e la laboriosità è “Da un’altra Italia. 63 lettere, diari, testimonianze sul «carattere» degli italiani” di Laura Bosio e Bruno Nacci (Utet, 2014). Su questa linea, si legga anche il bel libro di Mario Calabresi “Cosa tiene accese le stelle : storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro” (Mondadori, 2016).

Per un approccio storico, un classico è “Storia degli italiani” di Giuliano Procacci, che pone l’accento su determinati aspetti come le condizioni di vita, il regionalismo, il ruolo della Chiesa, la lingua. Un altro classico irrinunciabile è “L’ identità italiana” di Ernesto Galli della Loggia (Il Mulino, 2007), che l’autore distingue chiaramente dall’identità nazionale italiana, con segnali però di speranza qualora si sappia comprendere il senso unitario della nostra storia.

Sull’eccessivo individualismo come carattere specifico degli italiani la bibliografia è sterminata. Si possono citare i saggi dello storico Pasquale Turiello (“Sul carattere degli italiani”, Calice editori, 1994), del critico letterario Silvio Guarnieri (“Carattere degli italiani”, Einaudi, 1948) e dell’editore Giulio Bollati (“L’ italiano : il carattere nazionale come storia e come invenzione” , Einaudi, 2011).

Per un approccio narrativo attraverso i racconti, si può leggere Sebastiano Vassalli in “Gli italiani sono gli altri. Viaggio (in undici tappe) all’interno del carattere nazionale italiano” (Baldini & Castoldi, 2015) oppure “L’italiano” (Einaudi, 2008).

Indro Montanelli dedicò diverse pubblicazioni al tema, usando tecniche diverse. Da “Eppur si muove: cambiano gli italiani?”, un dialogo con Beniamino Placido (Rizzoli, 1995) alla monumentale Storia d’Italia (Bur Rizzoli, 2015), agli “Incontri” per finire con “Le Stanze” (entrambi Bur, 2004).

Per un affresco degli italiani che vivono all’estero e scrivono sul suo omonimo forum, si veda “Italians. Il giro del mondo in 80 pizze” , di Beppe Severgnini (Bur saggi, 2009).

Per un approccio cronologico, guardando alle ultime pubblicazioni piace segnalare il libro di Paola Melone, “Emigrazione italiana e identità a New York : una ricerca sui giovani italoamericani” (Franco Cesati, 2016), che fornisce un nuovo punto di vista nonché “L’ Italia allo specchio : linguaggi e identità italiane nel mondo”, a cura di Fabio Finotti e Marina Jonhston (Marsilio, 2015) che esamina culture e identità italiane domandandosi com’è percepita l’Italia fuori dei suoi confini.


[Numero: 80]