confini

Dalla biblioteca di Amatrice

“Confini” è una chiave di ricerca specifica del Soggettario nazionale. Interrogando con la stessa il catalogo Sbn (Servizio bibliotecario nazionale) escono fuori centinaia di risultati filtrati per classi Dewey, cioè per discipline. Emergono naturalmente contesti diversi.

Come delimitazione del territorio, si consiglia la lettura di “I confini d’Italia : geografie della nazione dall’Unità alla grande guerra” di Matteo Proto (Bononia University Press, 2015), in cui è evidenziata l’importanza delle scienze geografiche. Per un approccio geopolitico, invece, piace indicare “Ai confini dell’unità d’Italia: territorio, amministrazione, opinione pubblica”, a cura di Luigi Blanco (Fondazione Museo storico del Trentino, 2015).

C’è poi il taglio narrativo, che si lega ai racconti di viaggio. In tal senso, una lettura interessante è l’appena uscito “Sui confini: Europa, un viaggio sulle frontiere”, di Marco Truzzi (Exorma, 2017), dove di ogni frontiera – Tarvisio, Basilea, Copenaghen, Calais, Ventimiglia, etc. -– si indicano le peculiarità e la sua storia.

Per un approccio ideologico a questo tema, si segnala “Tracciare confini. Realtà e metafore della distinzione” del sociologo Gian Primo Cella (Il Mulino, 2006), che gioca sul risvolto metaforico del confine fisico (dal passaggio del Rubicone, alla “cortina” tra Messico e Stati Uniti, passando per la linea divisoria delle Indie di papa Borgia, il muro di Berlino, etc.) oppure, fresco di stampa, “Frontiere”, dello scrittore e giornalista Manlio Graziano (Il Mulino, 2017), che esamina le nuove tendenze culturali che le stanno riportando in auge.

Quando i confini sono imposti dall’autorità, c’è chi cerca di superarli, come il sacerdote Alejandro Solalinde, che in “I narcos mi vogliono morto” (Emi, 2017) denuncia i crimini orrendi contro i migranti e la complicità delle autorità messicane oppure come lo scrittore Burhan Sönmez, che in “Istanbul” (Nottetempo, 2016) racconta la brutalità del potere attraverso lo sguardo di un dottore, un barbiere, uno studente e un vecchio rivoluzionario; oppure ancora come Sok-Yong Hwang che in“Bianca come la luna” (Einaudi, 2016) narra la straordinaria forza della giovane Bari nella disperata fuga da un destino miserevole nella Corea del Nord. Per tutti e tre i libri è stato organizzato un incontro con l’autore al Salone del libro.

Ci sono poi i confini culturali, e il racconto di chi ha cercato frontiere diverse. In tal senso, un classico delle librerie è “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer (Corbaccio, 2008), che racconta la storia del giovane Christopher McCandless, che terminati gli studi e donati i suoi risparmi in beneficenza, volle lasciare la sua città per immergersi nella natura selvaggia dell’Alaska. Il classico dei classici rimane “Sulla strada” di Jack Kerouac, giunto alla quinta edizione nella versione Oscar Mondadori. La ricerca di sé stessi è il leitmotiv anche del nuovo libro di Dave Eggers, “Eroi della frontiera” (Mondadori, 2017). Per un approccio antropologico, invece, si legga il recente “Artico nero. La lunga notte dei popoli dei ghiacci” , di Matteo Meschiari, (Exorma, 2016) dove sullo sfondo di un abile intreccio narrativo emerge un’analisi sociale dei confini dell’estremo Nord del pianeta.

Ci sono poi i confini sportivi, di chi ha cercato di andare oltre le umane possibilità. E qui, una citazione di Patrick de Gayardon è dovuta, anche se non ci sono monografie da indicare. Sul tema, un libro da leggere, invece, è il recente “Solitudine bianca. La mia lunga strada al Nanga Parbat” di Reinhold Messner (Priuli & Verlucca, 2016).


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