staccate il wifi voglio scendere

Un pullover o una moglie

Se ti compri un bel pullover di lana merinos che hai trovato su una piattaforma digitale, vuol dire che potresti fare un passo più in là e prenderti moglie nella piattaforma accanto a quella del pullover, e se così accade, allora sei asceso a una superiore condizione umana, all’essenza spirituale di una vita nuova; se poi sai esercitare l’imperio della tua volontà con tale determinazione da acquistare in una piattaforma poco distante da quella di tua moglie l’automobile che hai desiderato sin dal primo vagito, allora sei oltre, sei nel cuore di una rivoluzione ben più che culturale, genetica. Hai traslato l’homo sapiens dalla versione 1.1 in cui tribolava dalla cacciata dall’Eden alla 2.0 se non addirittura alla 2.5, a un pelo dall’economia 3.0 che ha pocanzi generato l’industria 4.0 e sono lì che attendono l’homo novus. Ti aspettano perché si compia l’utopia ultima, la più grande, l’anarchia. L’abolizione universale della proprietà nella sua essenza più vile e mortale. Perché ora tu sei l’uomo tutto essere e niente avere, sei puro spirito titolare. Titolare di auto, moglie e maglione senza soggiacere allo scandalo del possedere. Lo sai, il possesso è dominio dei sensi. Quando eri ancora il figlio di Caino, ricordi quanto e con quale morbosa applicazione toccavi, odoravi, guardavi e ascoltavi e persino lappavi prima di affermare la tua bestiale sete di possesso? Sì, ora me la compro, sì, si, ora è mio, proprio mio, mio, mio. Ci mettevi le mani sopra, questo voleva dire possedere, e eri così infoiato di questa cosa di toccare quello che volevi, che quando avevi deciso di prendertelo, toccavi anche chi te lo vendeva, gli toccavi, gli stringevi nientemeno, la mano che ti aveva ceduto il possesso. E ora, da homo novus, odori, lappi e tocchi a posteriori, e, hai sentito?, a posteriori niente conta più qualcosa, finalmente.


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