Mondo e America divisi da Trump

America schiava dell’opinione pubblica

Le varie categorie [dei sostenitori della schiavitù] alzano la loro voce e gridano «L’opinione pubblica!». Ma l’opinione pubblica negli Stati schiavisti è la schiavitù. L’opinione pubblica negli Stati schiavisti ha messo gli schiavi in mano alla generosa mercé dei loro padroni. L’opinione pubblica ha fatto le leggi e ha negato la protezione della legge agli schiavi. La pubblica opinione ha fatto i nodi sulla sferza, ha arroventato il marchio, ha caricato il fucile e ha coperto con il suo scudo l’assassinio. La pubblica opinione minaccia di morte l’abolizionista se si avventura nel Sud e lo trascina legato a una fune, in pieno mezzogiorno, attraverso la più grande città dell’Est. La pubblica opinione, pochi anni or sono, ha bruciato vivo uno schiavo, a fuoco lento, nella città di St. Louis e ha mantenuto nel suo seggio quello stimabile giudice che esortò la giuria, formata per processare gli assassini, a considerare che quell’orribile delitto era stato un’espressione dell’opinione pubblica e che perciò non poteva essere punito dalle leggi figlie del pubblico sentimento. E la pubblica opinione salutò questa dottrina con un grido selvaggio di applauso e liberò gli imputati affinché camminassero per la città come prima, uomini importanti, influenti, di rango.

L’opinione pubblica! Qual è quella categoria così preponderante su tutta la comunità da avere il potere di rappresentare in parlamento l’opinione pubblica? La categoria dei proprietari degli schiavi. Dai loro dodici Stati essi mandano cento rappresentanti, mentre i quattordici Stati senza schiavitù, che hanno circa il doppio di popolazione libera, ne mandano soltanto centoquarantadue. E i candidati alla presidenza davanti a chi si inchinano più umilmente, e dei gusti di chi si mostrano più assiduamente preoccupati nelle loro dichiarazioni da servi? I padroni di schiavi, sempre. […]

Ecco ora una legge nata dalla pubblica opinione. Essa proclama che in Washington, nella città che ha preso il nome del padre della libertà americana, ogni giudice di pace può fare incatenare e sbattere in prigione un qualsiasi negro che passi per la strada. Non è necessario che abbia fatto qualcosa. Il giudice dice: «Decido di pensare che questo negro sia uno schiavo, scappato». E lo fa chiudere dentro. [E se poi risulta che non è uno schiavo] viene venduto per ricompensare chi l’ha messo dentro. Così lui, un uomo libero che magari è stato schiavo per anni e si è comprata la sua libertà, è scaraventato in prigione senza processo, senza avere commesso niente, senza che nemmeno lo si accusi di aver commesso qualcosa; e alla fine è venduto per pagare le spese di mantenimento in prigione.


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