[Sommario - Numero 61]
Sogno di un pomeriggio d’estate australe
Andrea Bozzo - È nato a Torino nel 1969. Ha lavorato per The New York Times, Vanity fair, La Stampa, La Repubblica. Coordina il dipartimento di Communication and Graphic Design dello Iaad di Torino
New Zealand un Paese che funziona

Un gigante dei kiwi si aggira in Romagna

Faenza fu liberata nell’inverno del ’44 dal 28° Maori, ma siccome quei maori erano selvaggi che non si potevano guardare il merito se l’è presa la 128a brigata Neozelandese, che se non altro erano bianchi di carnagione; ai faentini andò bene così perché non ce l’avessero fatta i maori era pronta il 3° Gurkha, e quelli erano proprio degli animali. Finita la guerra, i gurkha si sono dissolti nelle loro montagne in attesa di nuove chiamate alla guerra e i maori se ne sono tornati alle loro tristi capanne a patire il tallone di ferro dei figli dei figli della feccia britannica che si sono arraffati le loro terre a colpi di cannone e cornamuse, i figli dei figli invece hanno preso in simpatia le terre conquistate di Romagna, alcuni tra loro si sono accoppiati in loco, i più ci sono tornati in viaggio di nozze e uno tra questi se ne è venuto con l’albero del Bene e del Male, lo ha messo a dimora e inopinatamente contro ogni logica di sopravvivenza, ha preso a fruttificare. Oggi Faenza è una capitale mondiale del kiwi, il frutto degli antipodi, il toccasana che guarisce i cancri e fa andare di corpo che è uno spettacolo. In una terra che non è fatta per lui ogni anno se ne inventa un modello di nuovo colore e di cangiante sapore, tutti sotto brevetto, al consorzio si dice che la prossima stagione si giungerà all’agognata meta del frutto senza il fastidio del pelo; è pur vero che per sopravvivere in terra affatto straniera l’impianto chiede acqua, concimi e medicine in angosciante quantità, ma le quotazioni resistono e tendono a salire, si agganciasse la quotazione del petrolio a quella del kiwi il mondo sarebbe migliore. Un truce gigante di candida pelle, fiduciario della multinazionale monopolista, si aggira per le colture, adocchia, assaggia. A volte dice yes, e allora i maori di Romagna potranno mandare ancora per un anno i loro figli a scuola.


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