2017 mai tanti muri nel mondo

Una volta costruiti restano nel sangue

Una cosa che sanno tutti gli agriturismi e i b&b di Garfagnana è che se sono a monte del Ponte di Campia avranno solo turisti tedeschi e se invece stanno a valle avranno inglesi, danesi, olandesi, neozelandesi e persino brasiliani; naturalmente quelli a valle stanno meglio come prenotazioni ma farebbero volentieri anche a cambio perché il turista tedesco è il migliore, il più pulito, il più silenzioso e il più coscienzioso nei pagamenti, ma la cosa non è possibile, è un fatto e basta, i tedeschi di qua e gli altri di là dal Ponte. Sul Ponte di Campia faceva fulcro uno dei tre gangli strategici della Linea Gotica, tenere quel ponte e conquistarlo è costato decine di battaglie, e quando gli Alleati, per primo il corpo dei volontari brasiliani, poi gli olandesi, gli inglesi, i maori, i neozelandesi e infine gli americani della Buffalo, lo presero e ci passarono sopra, di fatto la guerra in alta Italia ebbe fine. Mi dicono che i primi turisti si sono visti in Garfagnana già negli Anni 50, erano i vecchi soldati che tornavano, senza vergogne, senza paure, senza risentimenti, avevano lasciato qualcosa lì che volevano ritrovare, magari risolvere, e ognuno è tornato al suo posto, i tedeschi di là, gli alleati di qua. Poi sono venuti i figli, i nipoti e ora i pronipoti, sempre negli stessi posti, sempre di qua e di là, e siccome non ci sono musei o lapidi o festival della Linea Gotica, è probabile che quelli di oggi non ne sappiano nemmeno niente, hanno ereditato qualcosa, tipo un imprinting. Perché la natura dei muri è questa, che una volta tirati su restano in eterno; e se anche sono dirotti nella loro vile materia di calcinacci e ferri, se anche sono sepolti da secoli nelle smemorate polveri, restano in piedi da qualche parte nel sangue, nel cuore o che so io, silenti e vivi come l’osteomielite nei sopravvissuti e iscritti nel genoma dei discendenti.


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