Amatrice ricostruita dai bambini

Nel nome di Maria

Scendevano dal Sillico, dall’Alpe di Succiso, dai Carpinelli, dalla Pania del Corfino, da Orto di Donna, in bicicletta perlopiù, ma anche sui cassoni di certi motocarri residuati di guerra, arrivavano appena subito dopo Natale i nostri cugini silvestri, gli Apui dell’Appennino interiore, i figli e i nipoti redivivi delle disgrazie dell’85, dell’8 dell’11 e del ’27, la quaterna dei terremoti che aveva svuotato la montagna e popolato mezza Australia e mezza Patagonia. Sulla canna della bicicletta ...continua
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