Siamo ammalati della paura di ammalarci

“Io musulmana tra scienza e Corano”

«Il fondamentalismo scientifico che ogni tre mesi stila nuove rigide regole alimentari ha qualcosa in comune con quello religioso, entrambi vanno tanto di moda». Azza Filali non usa giri di parole. Classe 1952, scrittrice per passione e per lavoro gastroenterologa all’ospedale La Rabta di Tunisi, ha un approccio razionale alla vita : assertiva come tutte quelle della sua generazione, concreta come un medico, impermeabile all’emotività massificata come una che nei suoi libri rimprovera ai connazionali in fuga attraverso il Mediterraneo di abbandonare la patria carente di giovani. L’ultimo allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità non la convince: «Mangiare meno carne va bene. Il tono da diktat però, mi ricorda quelli sugli organismi geneticamente modificati che un giorno sono nocivi e il giorno dopo diventano la soluzione alla fame nel mondo». Nell’era dell’incertezza l’allarmismo fa tendenza: «L’umanità è confusa. C’è il terreno ideale per il prolificare del dogmatismo religioso così come di quello scientifico, soprattutto nel campo alimentare. Il risultato è un grande gap tra la scienza alta, lontana dalle pressioni del mercato, e la scienza mediatica, che cambia alla velocità delle mode».

Donna di scienza, la Filali si definisce anche una musulmana non riluttante. La cristallizzazione dell’islam nel medioevo jihadista è per lei il tradimento della ragione della religione: «Nel Corano Allah chiede a Maometto di leggere, e cioè di usare la testa. Da scienziata approvo, regole di vita e progresso non sono di per sé in contraddizione. Assai prima della scienza, i monoteismi, islam, ebraismo e cristianesimo, hanno stabilito norme alimentari il cui rispetto fa coincidere devozione e salute. La carne di maiale per esempio, lavorata con molta perdita di sangue, non è il massimo in condizioni di forte esposizione ai batteri. Il problema sono i fanatici che con la loro interpretazione dogmatica dell’islam ci stanno rovinando, dovremmo tornare al Corano, assai più moderno di loro». Ai suoi pazienti Azza Filali prescrive raziocinio: «Se seguissimo alla lettera il tam tam sulle migliori abitudini alimentari del momento non potremmo più mangiare nulla». Sì, ma cos’è che sfama, soddisfa il palato e non fa male? Di questi tempi sembra che tutto il bello della vita sia peccato o scateni il colesterolo. Ride: «Al netto degli eccessi, il cibo migliore è quello che piace a chi lo mangia. Perché quando mangiamo con gusto liberiamo endorfine, un’iniezione di benessere per l’organismo».


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