Questa Roma può essere la capitale dItalia

Giovenale, Trilussa e Mafia capitale

Giovenale Satira III (vv.40-45)

[…] Ma io a Roma che posso fare? Non so mentire. Se un libro è mediocre non ho la faccia di lodarlo o di citarlo; non so nulla di astrologia; non voglio e mi ripugna pronosticare la morte di un padre; non ho mai studiato le viscere di rana; passare ad una sposa bigliettini e profferte dell’amante lo sanno fare altri, e di un ladro mai sarò complice: per questo nessuno mi vuole quando esco, come se fossi un monco, un essere inutile privo della destra. […]

L’elezzione der Presidente Trilussa

 Un giorno tutti quanti l’animali

Sottomessi ar lavoro

Decisero d’elegge’ un Presidente

Che je guardasse l’interessi loro.

C’era la Societa de li Majali,

La Societa der Toro,

Er Circolo der Basto e de la Soma,

La Lega indipendente

Fra li Somari residenti a Roma,

C’era la Fratellanza

De li Gatti soriani, de li Cani,

De li Cavalli senza vetturini,

La Lega fra le Vacche, Bovi e affini...

Tutti pijorno parte a l’adunanza.

Un Somarello, che pe’ l’ambizzione

De fasse elegge’ s’era messo addosso

La pelle d’un leone,

Disse: - Bestie elettore, io so’ commosso:

La civirtà, la libbertà, er progresso...

Ecco er vero programma che ciò io,

Ch’è l’istesso der popolo! Per cui

Voterete compatti er nome mio... -

Defatti venne eletto propio lui.

Er Somaro, contento, fece un rajo,

E allora solo er popolo bestione

S’accorse de lo sbajo

D’ave’ pijato un ciuccio p’un leone!

- Miffarolo!... Imbrojone!... Buvattaro!...

- Ho pijato possesso,

- Disse allora er Somaro - e nu’ la pianto

Nemmanco si morite d’accidente;

Silenzio! e rispettate er Presidente!

Caciotte, cammelli e corde da impiccato

«Quello che conta è riuscire a magnasse un pezzo di caciotta». (Massimo Carminati, leader di Mafia Capitale)

«Senta, mia cugina, mi ha portato quell’antinfiammatorio ma come sempre me ne ha portato poco. Lei ci fa due o tre giorni con quell’antinfiammatorio, non di più».

(Antonella Accroglianò, la dirigente Anas arrestata

con l’accusa di corruzione)

«Quando noi abbiamo vinto l’Atac, ci hanno chiesto l’1%».

E ancora: «Tu hai idea di quanto guadagno sugli immigrati?

Il traffico di droga rende molto meno».

(Salvatore Buzzi, il braccio imprenditoriale di Mafia Capitale)

«Ä– la teoria del mondo di mezzo, compa’ ci stanno... come si dice... i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. Un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano e dici caz… Come è possibile che un domani io posso stare a cena con Berlusconi?».

(Massimo Carminati all’amico Riccardo Brugia, ex Nar)

«Quando uno picchia qualcuno è perché se vede che ha fatto quarcosa. Sennò, uno no ‘o picchiano»

(Riccardo Brugia alla vittima di un pestaggio)

«Sette nomi erano, sette nomi erano... non de più de sette, ma io non mi posso fida’ de nessuno». «E che cazzo te devo dì». «Che cazzo impiccate, piglia na’ corda te impicchi e finimo ’a questione no... ». «C’hai ragione, c’hai ragione, lo so». «C’hai ragione er cazzo, c’ho ragione no... sette nomi... ma me devo fa’ tutto da solo, me volete fa’ morì, m’avete rotto er cazzo, m’avete rotto...»

(Salvatore Buzzi al suo collaboratore Carlo Maria Guarany)

«Con la gloria non si è mai arricchito nessuno».

«Noi dovemo produrre e ci devono da’ la possibilità di produrre perché qui io faccio proprio ... Se non mi date moneta io non vedo cammello, fate come cazzo vi pare, così è».

(Marco Iannilli e Fabrizio Testa, membro del CdA di Enav)

«Gli si dice: “E che cazzo... Ora che abbiamo fatto questa cosa, che progetti c’avete? Teneteci presenti per i progetti che c’avete, Che te serve? Che cosa posso fare? Come posso guadagnare? Che te serve il movimento terra? Che ti attacco i manifesti? Che ti pulisco il culo? Ecco, te lo faccio io. Perchè se poi vengo a sape’ che te lo fa un altro, capito? Allora è una cosa sgradevole...”».

(Massimo Carminati

a Mario Corsi,

detto Marione)


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