La bella scuola

Fermi e Pascoli: l’educazione degli spazi

Cosa significa oggi, in Italia, pensare alle scuole del futuro?

Vuol dire immaginare un processo di rinnovamento a tutto tondo degli spazi e dei modi di fare scuola. Vuol dire anche non limitarsi ad affrontare le tante emergenze legate agli edifici - troppo spesso segnalate dalle cronache - ma ripensare gli ambienti di apprendimento affinché rispondano alle esigenze di una didattica nuova e del benessere dei ragazzi e degli adulti che vivono e lavorano a scuola. È un lavoro sulla pedagogia? O un lavoro sull’architettura? In realtà si tratta di un compito all’intersezione tra la prospettiva architettonica (centrata sulla dimensione spaziale) e la prospettiva pedagogica (orientata sulle componenti didattiche). Lo spazio non costituisce un fondale neutro per le pratiche scolastiche, ma entra nelle dinamiche formative e si fa “terzo educatore” secondo un’idea del noto pedagogista Loris Malaguzzi.

Con queste premesse, la Fondazione Agnelli e la Compagnia di San Paolo, in collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione per la scuola, hanno dato vita al progetto “Torino fa scuola”. L’obiettivo comune è quello di costruire un percorso modello che porti alla realizzazione di scuole capaci di accogliere le istanze di futuro.

Ed è pensando alla realtà italiana nel suo complesso, che “Torino fa scuola” ha scelto di intervenire sull’esistente. Sappiamo, dai dati dell’Anagrafe ministeriale, che il patrimonio nazionale di edilizia scolastica è costituito in gran parte da edifici vetusti che necessitano interventi di manutenzione spesso importanti. Sappiamo poi che, per diverse ragioni, sarà molto difficile che questo patrimonio venga completamente sostituito in pochi anni. Si pensi, ad esempio, che le 51 scuole previste dal piano nazionale “scuole innovative” costituiranno meno del 2 per mille del patrimonio attivo totale, riuscendo a incidere sulla dinamica quotidiana di pochissime comunità scolastiche.

“Torino fa scuola” si è concentrato quindi su un intervento di profonda riqualificazio-ne di due scuole pubbliche in Torino - le medie Enrico Fermi e Giovanni Pascoli. Con due obiettivi: contribuire al miglioramento del sistema scolastico locale, ma al tempo stesso con la chiara e più ampia ambizione di “fare scuola”, offrendo idee e un modello di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico replicabile in tutto il Paese.

Consapevoli dell’importanza di un processo ben impostato, “Torino fa scuola” è partito dal coinvolgimento della comunità scolastica, accompagnandola nel percorso anche culturalmente, per aiutare a trasformare aspirazioni e desideri in idee su come fare scuola nel prossimo futuro. Gli insegnanti, ma anche studenti e genitori delle due scuole, hanno lavorato per un anno guidati da un pedagogista e un architetto. Il concetto pedagogico, frutto di questo lavoro congiunto, è stato il punto di partenza per il passo successivo: il concorso di architettura, visto come momento di riflessione e di dibattito tecnico. Il bando per un progetto per le scuole Fermi e Pascoli sarà reso pubblico a breve. Seguiranno lo sviluppo dei progetti selezionati tramite il concorso e la conclusione con l’apertura dei cantieri, l’intervento sulle scuole e la riconsegna alla collettività.

“Torino fa scuola” parte da due scuole torinesi per dare vita a un’idea di scuola:

-innovativa: le scuole realizzate e rinnovate oggi ospiteranno gli studenti e gli insegnanti dei prossimi 30/40 anni e dovranno rispondere alle nuove esigenze didattiche;

-condivisa: progettare con chi vive e lavora negli spazi per trovare soluzioni realmente utili e sostenibili;

-replicabile: il progetto è un terreno di sperimentazione di processi e idee per tutto il patrimonio scolastico italiano.


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