Secondo me Allah dirà Tagliate loro la testa

Un libro a settimana

La guerra è un deserto con due buchi. In ogni buco sta un soldato: solo, spaventato e affamato. Ogni soldato combatte per la sua famiglia ed è convinto che l’altro sia un mostro. Il nemico guarderà le stelle? Si renderà conto dell’inutilità di tutto questo sangue sparso in terra di fronte all’immensità dell’universo? Solo l’incontro, casuale e incidentale tra le vite di questi due soldati chiusi nelle loro trincee e nelle rispettive retoriche belliche potrà risolvere questi interrogativi.

In poche semplici pagine, il complesso rapporto tra due uomini su due schieramenti opposti di un ipotetico fronte di guerra prende vita.

Merito di Il nemico (Terre di mezzo editori, 2013), testo di Davide Calì, autore svizzero del Canton Ticino specializzato in letteratura per l’infanzia, e delle illustrazioni evocative e

minimali del disegnatore francese Serge Bloc.

Un libro che può aiutarci a rispondere alla difficile domanda posta a volte, e oggi più spesso, dai bambini: che cos’è la guerra?

Se le motivazioni, politiche,

geopolitiche ed economiche,

risulterebbero, spesso a ragione, incomprensibili, c’è un

meccanismo che è forse ancora più importante da capire. E che ha garantito nei secoli il perpetrarsi dei conflitti: la costruzione del nemico. La guerra per essere guerra deve deumanizzare. Il nemico deve essere il male assoluto.

Certo, nella nostra epoca, in cui si assiste ad attacchi spietati di terroristi contro persone inermi, è difficile non definire disumano chi si macchi di questi crimini. Eppure proprio ora diventa ancora più importante capire come si possa arrivare a compiere azioni tanto atroci.

E se la guerra di trincea non è più attuale, basta sostituire il soldato con una comunità e la trincea con i muri che la paura e l’odio portano a erigere intorno alla conoscenza dell’altro.

Ecco, prima della guerra combattuta, “Il nemico” aiuta a disinnescare quella immaginata.


[Numero: 5]