Mi annoio dunque sono

Sopraffatto dal grisù

Il mio argomento, negli ultimi anni di Eisenhower, era la noia. E Chicago era il luogo ideale, per scrivere il mio saggio magistrale su «La Noia». Nella rozza Chicago si poteva studiare lo spirito umano nell’era industriale. Se qualcuno si fosse presentato con una nuova concezione di Fede, Speranza e Carità, costui avrebbe avuto bisogno di capire a chi la offriva: capire quella profonda sofferenza che va sotto il nome di noia. Io intendevo fare a proposito della noia ciò che Malthus e Adam Smith e John Stuart Mill o Durkheim avevano fatto a proposito della popolazione, della ricchezza o della divisione del lavoro. Non avevo letto invano grandi esperti moderni di noia quali Stendhal, Kierkegaard e Baudelaire. Avevo lavorato parecchio intorno a questo saggio. La difficoltà, anzi, stava nell’essere costantemente sopraffatto dall’abbondanza di materiale, come un minatore dal grisù.


[Numero: 54]