Secondo me Allah dirà Tagliate loro la testa

L’Isis visto da Inside Out: “Siete disgustoterroristi!”

Scuola elementare Di Donato, a due passi da Piazza Vittorio, il quartiere multietnico di Roma reso celebre da film, libri e un’omonima orchestra. Qui la maestra Patrizia Pellegrini ha preso il film della Pixar Inside Out e ne ha fatto uno strumento di pace per 20 bambini straniati dalla guerra. Lei, che ha 39 anni di esperienza, in questa IV D è maestra prevalente e insegna anche religione cattolica, pensa che il suo primo compito sia istruire i bambini a riconoscere le emozioni, esprimerle e avere un’idea, anche sbagliata ma propria. Dunque, all’indomani delle bombe, li ha equipaggiati di carta, penna e pennarelli e parlando per ore e ore, giorno dopo giorno, li ha guidati a sciogliere il groppo emotivo dandogli il nome dei personaggi Pixar a loro cari: Rabbia, Tristezza, Disgusto, Paura. A Gioia – già che per lei non c’era spazio in questo momento- è stato cambiato il nome in Speranza. Sono stati riempite molte pagine di quaderno e le frasi sono state poi riportate sui cartelloni. Pochi disegni, molte parole «Non avevo più unghie da mordere dopo aver saputo del lutto. Hanno detto anche che il prossimo bersaglio sarà Roma e sto morendo di paura», ha scritto Sara. Fatima, una riga sotto ha aggiunto «Sono arrabbiatissima con questi terroristi, gli posso dire una parolaccia in faccia». «C’è grande tristezza qui: perché l’Isis ha attaccato Parigi?» chiede Chiara sapendo di non trovare risposta. «Disgustoterroristi, siete ignobili e senza cuore» tira fuori Edoardo coniando un neologismo, pratica inventiva qui molto incoraggiata. «Spero che tutte le mamme si calmino e non piangano più così tanto» si augura vibrante Shaenda. Tutti questi bambini – che sono nati in Italia anche se i loro genitori vengono dai quattro continenti - «hanno subito distinto l’Isis dall’Islam; Fatma e Shaenda, rispettivamente origini egiziane e tunisine, hanno preso la parola tra le prime condannato le bombe, ma hanno parlato come bambine della classe, non come musulmane. Per loro due e per tutti gli altri, chi ha ucciso sono delinquenti. Aiuta avere famiglie aperte che a casa parlano dei fatti accaduti senza istigare odio» precisa la maestra. Adesso i ragazzi stanno meglio. Solo uno di loro, italiano di genitori italiani, sobbalza ad ogni rumore e piange, nessuno lo dileggia, la sua paura è presa in carico e accolta.


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