Mi annoio dunque sono

Lady Dedlock dopo Parigi non sa dove andare

Lady Dedlock è tornata per pochi giorni nella sua residenza in città prima di partire per Parigi, dove intende trattenersi alcune settimane; e dopo non si sa dove andrà. Lady Dedlock è stata in quella che chiama, nella conversazione familiare, la sua “residenza” del Lincolnshire. Piove a dirotto nel Lincolnshire. Un arco del ponte nel parco è stato scalzato e travolto. Per mezzo miglio il terreno adiacente è un fiume stagnante con isole di alberi melanconici e una superficie tutta bucherellata, per l’intera giornata, dalla pioggia incessante.

La “residenza” di Lady Dedlocck si è rivelata estremamente tetra. Il panorama dalla sue finestre è alternativamente color piombo o inchiostro di china. I vasi della terrazza di pietra sulla facciata prendono la pioggia tutto il giorno, e tutta la notte cadono pesanti goccioloni, tip, tip, tip, sull’ampio lastricato chiamato da tempi immemorabili la Passeggiata dello Spettro. La domenica, la chiesetta nel parco sa di muffa, il pulpito di quercia trasuda freddo e c’è l’odore diffuso degli antenati Dedlock nelle tombe.

Al crepuscolo Lady Dedlock (che non ha figli), guardando dal boudoir la casetta del custode e vedendo il riflesso del fuoco sui vetri, il fumo levarsi dal camino e un bimbo inseguito da una donna, correre nella pioggia incontro a una luccicante figura di un uomo imbacuccato apparso al cancello, si è molto irritata. Lady Dedlock dice che “si è annoiata a morte”. Quindi ha abbandonato la residenza nel Lincolnshire e l’ha lasciata alla pioggia, alle cornacchie, ai conigli, ai caprioli, alle pernici e ai fagiani. [ … ]

Sir Leicester Dedlock la sposò per amore. Circola voce che la donna non fosse di famiglia nobile; però quella di lui era così nobile che forse era sufficiente e non ne occorreva un’altra. Lei aveva bellezza, orgoglio, ambizione, coraggio, sfacciata determinazione e abbastanza discernimento da poterlo distribuire a una legione di gentildonne. La ricchezza e il titolo, aggiunti a simili qualità, la portarono subito in alto: è da anni che Lady Dedlock si trova al centro del bel mondo e sulle vette dell’alta società. Tutti sanno – o a quest’ora hanno appreso, giacché il fatto è stato menzionato parecchie volte – che Alessandro pianse quando non ebbe più mondi da conquistare. Lady Dedlock, dopo avere conquistato il suo mondo, non si mise a piangere, ma si trovò in uno stato di congelamento. Una compostezza esausta, una placidità languida, una stanca equanimità che non può essere turbata neppure da un’ombra di interesse o di soddisfazione, sono i trofei della sua vittoria. Perfettamente educata, se domani potesse raggiungere il Cielo forse la si vedrebbe ascendere senza nessun rapimento o estasi.

È ancora bella e se non si può dire nel colmo della primavera non ha ancora toccato l’autunno. Ha un bel viso: originariamente fu giudicato più carino che bello, ma grazie al grado di raffinatezza mondana raggiunto ha assunto i caratteri della classicità. Ha una figura elegante, che la fa sembrare alta. In realtà non lo è, ma, come ha spesso asserito l’onorevole Bob Stables, “ha sfruttato al massimo tutte le sue qualità”. La stessa autorità osserva che è sempre vestita perfettamente e aggiunge, soprattutto lodando i suoi capelli, che è la meglio strigliata di tutte le cavalle purosangue.

Dotata di tante perfezioni, Lady Dedlock ha lasciato la sua residenza del Lincolnshire per passare un po’ di tempo nella sua casa di città. In seguito partirà per Parigi, dove intende stare alcune settimane, dopo le quali non si sa dove andrà.


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