Secondo me Allah dirà Tagliate loro la testa

La Storia aiuta a capire ciò che ci sembra inaudito

Credo nel potere della parola. E nella lezione della Storia. Per questo, d’altronde, ho scelto di insegnare Storia e Filosofia. Perché la Storia insegna, mette le cose nella giusta prospettiva, ci aiuta a capire che – purtroppo o per fortuna – quel che ci appare mai visto, inaudito, insensato, in realtà è già accaduto. Con questi strumenti, la parola e la Storia, ho scelto di “spiegare” ai miei alunni della IV F del liceo “Danilo Dolci” l’orrore degli attentati di Parigi. Un dibattito che proprio loro, ragazzi di sedici anni, mi hanno chiesto di fare, insolitamente seri e attenti per un lunedì mattina di rientro dalla pausa settimanale. Ho capito che era una loro esigenza per arginare l’ansia. Eppure sono ragazzi nati e cresciuti a Brancaccio, il quartiere di antica tradizione mafiosa, il quartiere dove il 15 settembre 1993 è stato ucciso don Pino Puglisi, il quartiere dove la violenza bruta e cieca – quella che uccide ma anche quella che nega i diritti fondamentali dei bambini, delle donne, delle persone – ha già colpito e colpisce ancora. Da qui, allora, sono partita per affrontare e “spiegare” Parigi, anche se la parola spiegare non mi piace perché sono stati loro a capire, utilizzando la storia e la filosofia per collegare passato e presente. «Un Dio che predica la guerra io non l’ho mai sentito – ha detto Ciro – è vero però che, con le Crociate, anche noi cattolici abbiamo usato il nome di Dio per uccidere». Martina ha citato Kant («Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza») per dire che «questi terroristi non sono veramente liberi perché sono come burattini manipolati da altri». Io ho cercato di cucire i fili del ragionamento, tornando al loro vissuto. Don Puglisi ha risposto alla violenza piantando semi di pace e di speranza. Ha risposto parlando di inclusione e di senso di cittadinanza, aprendo un centro per i bambini di Brancaccio. Don Puglisi ha predicato con la sua vita la povertà, perché è con la povertà che si disinnescano i meccanismi del potere. Don Puglisi non ha avuto paura, neanche quando era certo che lo uccidessero. Così, quando Chiara ha chiesto se la paura è «un buon motivo per abbandonare la ragione e il senso di umanità», la risposta era già negli occhi di tutti: «No».


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