Secondo me Allah dirà Tagliate loro la testa

il disegno

La palla colorata rotola sull’acqua. Da lì vengono i migranti, i rifugiati. L’ultima estate per i bambini è stato questo: gli sbarchi. Il mare ha inghiottito le persone, dei ragazzini come loro. Eppure il mare è anche il luogo delle vacanze, della gioia, della spensieratezza. La palla galleggia su onde blu scure dalla forma spigolosa, cupa. Forse la palla è il bambino, o bambina, che ha disegnato la forma rotonda a spicchi rossi, bianchi, azzurri. C’è un’altra palla che incombe: la bomba. Disegnata come si vede nei fumetti o nei cartoni animati. Ha la miccia accesa. Sta dirigendosi verso la palla. Succederà un disastro. La bomba esploderà, la palla pure. Il mare inghiottirà tutto. Lassù la texture colorata: tratti azzurri, gialli, rosa, verdi; ci sono anche figurine umane in nero nella fitta pioggia dei segni. Cosa rappresentino è difficile dirlo; qualcosa di misterioso per lo stesso autore, o autrice. Il tratto netto del disegno, le forme ben delineate dei due oggetti; poi il mare, il cielo e una linea tracciata a matita. In alto un alfabeto sconosciuto. Esprime una paura meno raffigurabile della palla o della bomba. La paura è irrappresentabile, sconvolge ogni forma. I bambini parlano le due lingue della vita. Con i loro segni.


[Numero: 5]