Secondo me Allah dirà Tagliate loro la testa

I maestri dicono “morte” e i bambini capiscono “vita”

Sono stato un maestro di scuola, i maestri di scuola sono come i preti, comunque vada a finire la loro vita, maestri sono stati e lo saranno per sempre. Potrei tornare domattina nella mia classe e ricominciare daccapo, non mi dispiacerebbe. Potrei tornarci, mettiamo nella III C della suoletta di via Montello, far finire di suonare la campanella e salutarli alla bell’e meglio uno per uno ‘ste primaticce gemme del futuro d’Italia mentre si scapicollano per buttarsi sui banchi azzuffati negli zainetti, intorcignati ai piumini, e capire al volo che gli gira un po’ a tutti, tutti un po’ più bercianti e incerti e selvaticamente comunicativi. Ci metterei un attimo a venire a sapere che ieri sera non si sono potuti vedere i cartoni e c’era poco da strillare con la tele inchiodata sui telegiornali e suo papà e sua mamma a parlare fitto e a fregarsene di loro perché c’erano i terroristi pum pum pam con le bombe e i mitra. E le femmine stressate dal casino dei maschi, che qualcuna è lì lì per frignare, con una piccola ombra nei loro occhioni umidicci che mi dice di una qualche coscienza molto poco infantile. Maestro, i terroristi, mi informano i maschi. Maestro, vengono anche qua? si chiedono. E non capiscono niente, e sono spaventati a morte. I bambini sono attraversati da grandissime paure, i bambini sanno bene quanto sia difficile riuscire a crescere in santa pace, ma i bambini non sanno niente della morte, non sanno neppure riconoscerla se la incontrano. La morte è la logica degli adulti, la ferma logica dei bambini è la vita. È per questo che fosse per me non aprirei bocca su quella roba, e dovendo rispondere, perché il maestro non può non rispondere, potrei solo dirgli: ci sono uomini così disperati che non vogliono vivere e allora non vogliono che viva nessuno. Farebbero fatica a capire anche questo, ma è sempre della vita che parleremmo.


[Numero: 5]