Angela Merkel un enigma nel cuore dellEuropa

Cancelliera più fragile: qualcuno saprà sfidare la sua leadership?

Gli articoli apparsi dopo la morte del grande cancelliere europeista tedesco Helmut Schmidt, ci hanno da poco ricordato quanto velocemente le fortune politiche possano cambiare in Germania: un momento prima era l’uomo al potere, quello dopo era stato sconfitto e sostituito da Helmut Kohl. Che lo stesso destino stia aspettando Angela Merkel? Un anno fa sarebbe sembrato inconcepibile. Oggi è una possibilità.

Certo Frau Merkel è completamente diversa da Herr Schmidt. Lui era arrogante e senza peli sulla lingua, l’opposto della diplomazia, mentre lei è diffidente, conosciuta per rimandare spesso le decisioni fino all’ultimo momento. Non che lei debba tener testa oggi a uno sfidante politico del calibro di Helmut Kohl, che al momento in cui prese il posto di Herr Schmidt godeva inoltre di un ampio sostegno.

Ciononostante, la posizione di Angela Merkel si sta certamente indebolendo. Voci interne al suo stesso partito, perfino al suo stesso governo, stanno mostrando segni di dissenso, a tratti addirittura di ribellione. La sua inusuale decisione nel prendere posizione sulla crisi dei rifugiati, dichiarando le porte della Germania spalancate all’accoglienza, sta provocando quelle tensioni politiche che la lunga e difficile crisi dell’euro non era riuscita a causare.

Le atrocità del terrorismo a Parigi hanno fatto scemare le critiche e fatto sì che il partito facesse gruppo attorno al suo leader. Perfino nel sempre difficile partito gemello bavarese della CDU, la CSU, i critici hanno capito che divisione e instabilità sono l’ultima cosa di cui la Germania ha bisogno in un momento come questo. Ma questa nuova pace non durerà a lungo.

Quello che le atrocità di Parigi hanno fatto in tutta Europa è stato far alzare la voce a chi si oppone sia all’immigrazione di massa dei rifugiati siriani e iracheni sia al sistema di quote proposto dalla Commissione per ripartire i richiedenti asilo negli stati membri. Gli argomenti usati in Ungheria, Repubblica Ceca o Slovacchia da chi si oppone a tale sistema di quote non sono cambiati, ma si sono fatti più rumorosi e hanno raccolto maggiori consensi.

Lo stesso accadrà probabilmente in Germania, con il passare del tempo. Non c’è alcun reale legame tra i rifugiati che scappano dalla guerra e dalla violenza in Medio Oriente e il terrorismo che si è appena manifestato a Parigi, ma c’è certamente un nesso psicologico e politico che potrebbe essere e sarà sfruttato. Potrebbero farlo l’estrema destra e le forze anti-euro, come il piccolo partito Alternativa per la Germania, così come sarà sfruttato in Francia dal Front National di Marine Le Pen e in Italia dalla Lega Nord di Matteo Salvini. La ora questione per Frau Merkel è se e quando questo nesso farà nascere all’interno della CDU-CSU la sfida alla sua leadership.


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