Se otto ore vi sembran troppe

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Isindacati prendono forma negli Stati Uniti durante la prima metà del XIX secolo, in risposta ai cambiamenti imposti dalla rivoluzione industriale. Si chiamano «Labor Union», unioni dei lavoratori o leghe dei lavoratori, e acquisiscono dimensioni nazionali solo dopo la fine della Guerra civile con la vittoria del nord industriale. La consacrazione arriva negli anni Trenta con il «New Deal» di Franklin Delano Roosvelt, e dal secondo dopoguerra vivono il periodo di maggior splendore, sino alla fine degli anni Sessanta. Negli anni Cinquanta il 35% dei lavoratori attivi è «unionizzato», nonostante l’ostilità degli ambienti conservatori e di talune associazioni imprenditoriali. Secondo gli storici, il sindacato Usa, differente dagli omologhi europei, è stato uno dei fattori determinanti per la creazione della classe media americana, il motore che ha permesso agli Usa di divenire la prima potenza economica del mondo. Il declino, di tessere e potere negoziale, inizia negli anni Settanta e culmina con Ronald Reagan la cui dottrina economica si basa su liberismo spinto e deregolamentazione. Con la prima globalizzazione e le mutazioni dei mercati, il sindacato conosce una fase buia, per ritornare sulla scena con l’inizio del nuovo secolo con una nuova veste. Meno improntata alla contrapposizione e più alla collaborazione con le imprese che, dinanzi alla peggiore crisi dalla Grande Depressione, cercano nei lavoratori una sponda con cui pensare a un nuovo «New Deal». Oggi le Union rientrano sotto due grandi sigle, «American Federation of Labor - Congress of Industrial Organization» (AFL-CIO) e la sua costola «Change to Win Federation», nata da una scissione dieci anni fa. Gli iscritti ai sindacati oggi superano i dieci milioni, per lo più sono nel pubblico impiego. Nel settore privato hanno talvolta collaborato strategicamente con gli imprenditori. Basti ricordare il ruolo svolto da United Auto Workers (Uaw), il sindacato del comparto auto, nel salvataggio di Chrysler del 2009, giunto con l’intervento dell’amministrazione Obama e l’ingresso nel capitale di Fiat grazie a cui, qualche anno più tardi, nascerà il gruppo Fca.


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