vivere a kabul

Tassisti

Ti ricordi, Renato, quell’inverno del ’79? Dicembre e l’assurdo, eppure memorabile, soggiorno a Tashkent, squallida e grande, gialla e sovietica, tra spiedini bazar e popone essicato. Per noi quasi vicina a Kabul, a pochi giorni dall’occupazione. Non vorresti, oggi, capire con me l’aria, le ansie e i tormenti di una immensa città della storia? Kabul, già preda dei mongoli e patchwork di popoli e lingue, passaggio di orde e di onde feroci, magari pensando a re Amanullah che girava in Rolls-Royce,...continua
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