Mettiamoci passione

Un libro a settimana

La gelosia è una cosa da femministe? No, ma dovrebbe, scrive la storica delle idee Giulia Sissa nel suo ultimo libro, La gelosia, una passione inconfessabile, pubblicato da Laterza. I greci, con Medea, restano quelli che sono andati più vicini al nocciolo erotico – ed eroico – della vicenda, e Sissa, con la pazienza raffinata dell’antichista, mostra ai suoi lettori come nella versione originale, prima che i latini e gli illuministi francesi ci mettessero le mani, quella donna scatenata capace di uccidere i propri figli per punire l’amato di averla tradita, altro non è che l’archetipo di quello che oggi chiameremmo empowerment femminile. Perché il sentimento della gelosia, che gli stoici avevano degradato a una sorta di primitivismo psicologico, esaltando all’opposto le virtù dell’imperturbabilità e dell’apatheia, è invece «la maniera che abbiamo per non cedere sul nostro desiderio e far capire all’altro qual è l’evento, potente e sconvolgente, che ci ha fatto soffrire». Lo ha capito Proust, lo hanno capito Freud, Stendhal, e in certa misura anche Ovidio, quando spinge gli amanti a praticare l’arte di amare, gelosia compresa.

Il modello sostenuto da Simone de Beauvoir, invece, che prevede l’accettazione del tradimento come forma di liberazione dalla pretesa “oggettificante” dei maschi, è secondo Sissa superato (per non dire del tutto fuorviante): «quando le donne insorgono contro l’infedeltà dei propri mariti, è perché si considerano uguali a loro, reclamano la reciprocità». E la sessualità che deriva da una reciprocità consapevole è necessariamente una sessualità più vitale e paritaria, in cui il desiderio viene offerto in modo spudorato, accettando il rischio di consegnarsi al dolore, e alla crudeltà dell’amore. Da Lucrezio a Kant, sono molti i filosofi che hanno posto l’accento sulla necessità di essere autoimmuni, anestetizzati, rispetto ai pericoli che l’amante, con il suo stesso esistere, ci pone di fronte. Normale, realista, salutare, onesta, anche quando dà dolore: questa è la gelosia di cui oggi bisognerebbe tornare a impossessarsi, e da cui lasciarsi possedere.


[Numero: 15]