Mettiamoci passione

Passioni e passioncelle, molte varianti per i ragazzi esperti della vita

I giovani d’oggi (almeno la grande maggioranza) sono ovviamente assai esperti nella vita affettiva e sessuale, dei grandi sperimentatori. Saranno anche la generazione ‘senza’ in tanti campi (senza fretta di crescere, senza un lavoro stabile e garantito, senza un’idea ravvicinata di famiglia, senza le prerogative sociali del passato), ma certo non si può dire che non abbiano un bagaglio affettivo e sessuale assai più ricco e fantasioso di quello dei loro padri e anche dei fratelli maggiori. Vivere in questo ambito trasportati dalla ‘passione’ è la loro bussola, lo stato d’animo che più vogliono provare, perché – come afferma un giovane – “le emozioni forti ti portano in un’altra dimensione, sono rigeneranti, stupefacenti”. Tuttavia, talvolta essi si accontentano anche di passioncelle, di scambi affettivi e sessuali più ordinari e meno coinvolgenti, perché non si può sempre vivere al massimo. La sete di esperienze si nutre di molte varianti.

Ecco una delle distinzioni che emergono da una ricerca nazionale condotta qualche anno fa sui giovani e la sessualità. I Millennials, la generazione Net o Next (e anche Neet), hanno ben presente che il top di gamma spetta ai rapporti in cui il ‘fare l’amore’ prevale sul ‘fare solo sesso’. Perché – come dice una ragazza napoletana –«il sesso non ti dà solo piacere fisico, ma anche sentimentale: quando fai sesso col tuo compagno, ti si stringe tutto lo stomaco e ti senti mancare»; o perché il massimo avviene – come afferma un giovane di Bologna – «quando stai con una partner con cui hai già confidenza; c’è il desiderio di conoscerla nei momenti intimi, nelle parti nascoste ai più, in cui si fa libero scambio, presi da una ricerca con mancanza di pudore, dove non c’è da vergognarsi, si è liberi di fare e di dire quello che si vuole». Altri sostengono che «È bello pensare che sei l’unica per lui e che lui è l’unico per te. È una cosa di sensazioni».

Tuttavia, anche i rapporti segnati da alta intimità conoscono momenti in cui la passione è in altalena, in quanto «una volta è una cosa animalesca, un’altra può essere come il lettino della psicanalisi»; oppure perché «c’è il sesso di quando comunichi, ma c’è anche il sesso di quando non stai bene, non parli, non ti tocchi, non ti guardi».

Per molti, però, anche gli scambi più liberi e occasionali hanno un loro senso. C’è chi dice di essere per i rapporti seri, pur riconoscendo «che è dura, perché esistono vari rapporti per cui vale la pena». La difficoltà di resistere alle tentazioni di ogni giorno è diffusa, in quanto «c’è il fascino di vedere una ragazza, volerla, fare del petting, toccarla nei minimi particolari, vedere come reagisce lei e come reagisco io». E poi perché «ci sono le ragazze da ascensore, ti ispirano, da spingere in un angolo, per cui te le faresti e basta». Altri sono convinti che «il sesso è come al supermercato: chi sceglie un determinato prodotto, lo fa perché ne ha provato degli altri». Inoltre «l’idea del clandestino è più eccitante rispetto all’amore col partner che già conosci, sai già com’è fatto e come lo vorrà fare». Ancora «Ci sono dei rapporti che non te ne frega niente di quella persona, solo per fare un po’ di sesso». Ma anche a questo livello non manca la dialettica, espressa ad esempio da chi afferma: «non mi è mai capitato che uno fa tà-tà, prende, si alza e se ne va!».

La passione dunque conosce molte varianti nella vita sessuale, da parte di una generazione alla continua ricerca in questo campo di sensazioni, sia da parte di chi – avendo un partner – tende alla fedeltà di coppia, sia da parte di quanti (avendo o meno un impegno affettivo) sono attenti alle varie opportunità che si presentano. Tutti sembrano comunque condividere (almeno nelle intenzioni) alcune priorità: la passione è più forte quando c’è comunicazione; è fondamentale non solo ricevere ma anche dare piacere; la passione è una risorsa fondamentale per tenere unita una coppia; è meglio vivere rapporti intensi che fare sesso solo per collezionare esperienze. Insomma: il piacere è comunicazione, «è ciò che ti fa sentire nella situazione».


[Numero: 15]