Populismo come è vecchia la nuova politica

Marine, anche un Tweet con un bacio al compagno per rendere intimo il Front

Il Fronte Nazionale è un classico esempio di partito populista di destra radicale. Più precisamente, come sottolinea Pierre-André Taguieff nel suo libro L’illusione populista, è un caso tipico di nazional-populismo, nel quale la contrapposizione noi/loro che caratterizza ogni movimento populista si dispiega attraverso la dimensione dell’identità nazionale. Da quando, nel 2011, Marine Le Pen è subentrata al padre Jean-Marie alla guida del partito, il FN è cresciuto nei consensi elettorali. E’ naturale, quindi, porsi la domanda se la nuova leader stia davvero rigenerando il partito o si tratti di un’operazione per lo più di facciata, basata soprattutto sulle più accattivanti caratteristiche personali di Marine Le Pen, mentre la sostanza dell’appello rimane nel solco della tradizione.

Il populismo, si sa, è anche questione di linguaggio e di stile. Nelle forme contemporanee di populismo esiste una forte propensione alla leadership personalizzata. Per questa ragione, un confronto tra la comunicazione dei due Le Pen, padre e figlia, è particolarmente interessante, non solo per capire meglio le sorti del FN, ma anche per analizzare il rapporto tra media e populismo. Da tempo gli studiosi ritengono che la sempre più evidente tendenza dei mezzi di informazione a spettacolarizzare la politica sia la linfa che consente ai movimenti populisti di prosperare. Soprattutto nella fase dell’ascesa, i toni accesi e gli attacchi verbali che i populisti portano all’establishment attirano l’attenzione dei media (pensiamo ad un esempio di casa nostra: il lancio mediatico del movimento grillino attraverso la copertura dei Vaffa-Days). Jean-Marie Le Pen, con le sue dichiarazioni spesso provocatorie, si è sempre garantito visibilità, ma negli anni ha anche alimentato un processo di demonizzazione del FN. Non altrettanto la figlia che, invece, in armonia con i più recenti trend della comunicazione politica, fonde uno stile retorico di chiaro taglio populista con la popolarizzazione della politica, anche detta politica pop. Poiché i leader populisti tengono ad apparire come uomini/donne del popolo, Marine Le Pen ha scelto la chiave dell’intimizzazione. La sua comunicazione non punta sull’eccentrico e men che meno sull’eroico, ma si incentra sulla normalità e la quotidianità di una donna che lavora e ha una famiglia. Come la maggior parte dei politici francesi, è diventata protagonista del circuito mediatico della stampa popolare. Sa stare al gioco. Ad esempio, quando la rivista di gossip Closer ha pubblicato illazioni su una crisi del suo rapporto di coppia Marine ha risposto con un tweet in cui baciava il suo compagno.

Insomma, rispetto al padre, Marine Le Pen ha un’immagine certo più rassicurante. Nel lungo periodo sarà questo sufficiente a far cambiare idea a quella maggioranza di francesi che, secondo recenti sondaggi, ancora ritiene il FN un pericolo per la democrazia (Barometre d’image du FN 2015 TSN-Sofres)? Il consenso del partito cresce, ma la significativa sconfitta della leader battuta al secondo turno anche nella regione dove si era candidata a governare, mostra che il fattore personale non basta a superare gli ostacoli che il sistema maggioritario a doppio turno le pone sulla strada.


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