Mettiamoci passione

In che senso sei innamorata di me?

Ho prenotato quel tavolo là, quello nell’angolo. Così parliamo in pace. Ma quanta gente c’è stasera. Oh certo, San Valentino, è vero, l’avevo dimenticato. Ti aiuto a togliere il cappotto? Che posto preferisci? Io prendo il flan di topinambur con bagna cauda, tanto. Non bacio nessuno da secoli. Nemmeno se passo le mie serate sui siti di incontri. Sborsi un sacco di soldi anche solo per iscriverti, sessanta euro per un pass di sei mesi, e poi passi il resto del tempo a cercare di non fartene fregare altri. Preferisco invitare una vecchia amica al ristorante, allora. Che vino vuoi? Scelgo io, d’accordo. Prendiamoci un buon barolo, dai, meglio che mandare trecento euro chissà dove a una scammer che dopo aver scritto struggenti lettere d’amore per mesi ti chiede un prestito per un fratello malato terminale che salta fuori all’improvviso. Figurati. Certo non valgono trecento euro, quelle lettere. Non stanno sul mercato. I giornalisti freelance vengono pagati molto meno e generalmente conoscono un po’ meglio la lingua. Ordina i tajarin al tartufo, certo. Qui li fanno ottimi. Preferisco spendere in tartufi che in video-chat a pagamento. Almeno i tartufi profumano. Perché il trucco è quello, sai? Guarda caso, non vogliono mai usare Skype. Ti propongono sempre dei siti privati che subito ti chiedono la carta di credito. Cercano di convincerti che è facilissimo, che il numero della carta serve solo a garantire l’anonimato. Così, oltre a spennarti, un qualsiasi hacker può impossessarsi della tua mailing list. E il giorno dopo il tuo capo, nel mio caso una donna abbastanza rigida e anche poco spiritosa, si troverà la posta intasata di video porno. Il vino è favoloso, vero? Facciamolo respirare ancora un po’. Questo è un barolo serio, pregiato, da meditazione. A questo punto, preferisco spendere i miei soldi così. Brindiamo al romance scam! Mi sembra adatto a San Valentino. Guarda che la gente è geniale, per certi aspetti. Per fare fesse le donne si sono inventati falsi profili di soldati: le fanno innamorare, raccontano chissà quali irreali episodi di guerra e poi chiedono soldi per le ferite da combattimento o per lasciare l’esercito e raggiungerle. Io sono ammirato dalla fantasia dei truffatori. Complessivamente è un business da milioni di euro. Se non fossi un torinese che tiene molto alla sua tranquillità, mi ci metterei anch’io. Perché andare in ufficio tutte le mattine? Potrei fingermi una bionda bellissima e scaricarmi da Google un’immagine adeguata alle aspettative che ho su di me. Sai quanto guadagnerei. Perché ormai sono bravissimo a scrivere lettere d’amore, fra l’altro a gente che non se le meritava. Non mi dispiacerebbe nemmeno fare il soldato. Forse si gode di più dall’altra parte, se proprio vogliamo entrare nella questione del piacere. Chissà. Almeno c’è un ritorno, in ogni caso non ci perdi. Sono buoni i tajarin? Sarà vero tartufo di Alba? Fammeli assaggiare, te lo dico subito. Oh, sì, è originalissimo! Non importa quanto mi costerà. Pensa che ci sono dei siti che promettono di metterti in contatto con gente che ha un QI uguale al tuo. Solleticano altre vanità. Per accedere devi fare dei test assurdi, ti vogliono dare l’impressione di entrare a Harvard. In realtà sono test scopiazzati, ma il tono è sostenuto, quindi ti fidi e paghi. Ma non troverai l’anima gemella fra potenziali Nobel, questo è sicuro. Sei dentro un esclusivo clan di gabbati, anche in un punto delicato. È più onorevole fingersi una bionda o un soldato, ne sono sempre più convinto. Cosa prendi adesso? Finanziera alla piemontese o coda di vitello brasata al Nebbiolo? Hai ragione, è un bel dilemma. Anch’io sono indeciso. È tutto divino, qui. È il mio ristorante preferito. Però fare il finto soldato… Se funzionasse potrei lasciare l’ufficio. Ci pensi? Che liberazione. Ma mi accontenterei anche di spacciarmi per una bionda qualunque. Fammi assaggiare la coda al Nebbiolo. Squisita, squisita. In che senso penso solo ai soldi? Perché ti alzi? Dove vai? E il dolce? In che senso sei innamorata di me da tutta la vita?


[Numero: 15]