Impara l arte

L’artista è uno che sa tagliare il salame

Prendi del cioccolato... e due pezzi di pane... metti il cioccolato nel mezzo e fanne un sandwich. Ecco fatta una torta

Stavamo all’Hotel Mirabeau di Montecarlo in una suite prestata da certi amici, dopo aver dovuto lasciare il vicino Hotel de Paris perché B si era dimenticato di riconfermare le nostre camere per il weekend del Grand Prix. La mia camera era proprio sopra una curva a gomito del circuito. Potevo vedere – e soprattutto sentire – tutte le prove del Grand Prix, che andavano avanti senza sosta per tutto il giorno, dalle cinque e mezzo del mattino fino a sera.

Stavo organizzando alcune trascrizioni, quando B e Damian bussarono alla porta per vedere se fossi pronto per la colazione. Erano in anticipo. Damian era stupenda nel suo completo Dior blu scuro. Quando la invitavi fuori non sapevi mai se si sarebbe presentata vestita da milionaria o da pezzente. E quello che decideva di indossare non dipendeva dal posto in cui si doveva andare, era capacissima di mettersi un abito di Valentino per un concerto rock e i blue jeans per un party dagli Halston. Ed è probabilmente proprio quello che avrebbe fatto.

Damian e B si tapparono le orecchie quando si cominciò a sentire il rombo delle auto. «Pensavo alla corsa,» disse B mentre passavano rombando venti automobiline con i loro grossi motori. «Quelle auto possono uscire di strada da un momento all’altro.»

«Credo che il gioco consista in una sfida a chi fa più rumore,» dissi.

«Credi che i piloti abbiano desideri di morte?»

«Penso solo che vogliano fare il Gran Botto,» dissi. «Come Andrea “Whips” Feldman quando si buttò giù dalla finestra urlando: “Questo è il Gran Momento: il Paradiso”. Non credo che pensino alla morte, è più l’idea del Gran Momento.»

«E allora perché non cercano di diventare delle star del cinema?»

«Significherebbe declassarsi», spiegai, «perché tutte le star del cinema cercano di diventare piloti da corsa. Inoltre tutte le nuove star del cinema sono degli sportivi: è gente veramente bella, la più elettrizzante, e quella che fa più soldi.»

Il rombo diminuiva mentre le auto si allontanavano velocemente verso l’altra parte della città. Adesso sembrava più il rombo di un Boeing 707 che il decollo dell’Apollo. Cercai di godermi un attimo di relativo silenzio, perché di lì a un minuto le automobiline sarebbero state di ritorno, tanto ci voleva per percorrere tutto il circuito. B si ricordò di una telefonata che doveva fare e tornò nella sua camera, dove il frastuono si sentiva meno.

Ora Damian e io eravamo soli nella stanza, e se non ci fosse stata anche mia moglie mi sarei lasciato prendere dal panico quando ero solo con qualcuno – senza un B intendo dire – prima di avere una moglie.

Damian andò alla finestra e guardò fuori. «Credo che sia necessario correre un bel po’ di rischi per essere famosi in ogni campo,» disse lei, e poi, voltandosi verso di me, aggiunse: «Ad esempio per essere un artista».

Era assolutamente seria, ma era come un brutto film. Amo i brutti film. Cominciavo a ricordare perché mi fosse sempre piaciuta Damian.

Indicai un salame in confezione regalo che faceva capolino dalla mia borsa. Pan Am, e dissi: «Ogni volta che affetti un salame corri dei rischi».

«No, intendo per un artista».

«Un artista!» la interruppi. «Che cosa intendi per “artista”? Un artista può affettare un salame come tutti! Perché la gente pensa che gli artisti siano speciali? È un lavoro come un altro».

Damian non voleva essere disillusa. C’è gente che ha sull’arte fantasie molto radicate e dure a morire. Ricordai una gelida notte invernale di un paio d’anni prima, quando mi apprestavo a riaccompagnarla a casa alle due e mezzo del mattino, dopo un party molto mondano, e lei volle che la portassi a Times Square a cercare un negozio di dischi aperto dove comprare Blonde on Blonde per riprendere contatto con la «gente vera». C’è gente che ha sull’arte fantasie molto radicate e dure a morire, a cui è molto legata.


[Numero: 52]