cosa ci resta di obama

Obama è un “figo”: ecco perché è un’icona globale

Barack Obama ritratto da Shepard Fairey, manifesto “Hope”, 2008 (dettaglio)

Ci sono momenti della Storia in cui Andy Warhol ci manca proprio tanto. 

Adesso ad esempio che il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sta facendo le valigie dalla Casa Bianca ci vorrebbe proprio il vecchio Andy a immortalarlo come sapeva fare lui. Obama è infatti una di quelle icone collettive che a Warhol piacevano tanto perché capaci di superare la propria identità individuale diventando quasi un Logo, tipo Apple o Mc Donald. Obama è uno di quei personaggi unici, inconfondibili , un po’ proprio come il Mao di Warhol che, come la Settimana Enigmistica, vanta moltissimi tentativi d’imitazione senza successo. 

 

Obama è infatti una di quelle icone collettive che a Warhol piacevano tanto perché capaci di superare la propria identità individuale diventando quasi un Logo, tipo Apple o Mc Donald.  

 

La rappresentazione di Obama più vicina a quella che avrebbe potuto fare Warhol è quella realizzata dall’artista grafico americano Shepard Fairey nel 2008, prima ancora che Obama diventasse Presidente, con il famoso manifesto HOPE che diventò il simbolo della campagna presidenziale del nostro Barack. Molti altri artisti, per la maggior parte sconosciuti, hanno tentato di appropriarsi dell’immagine di Obama ma pochi ci sono veramente riusciti con successo. Fairey ci è riuscito perchè ha saputo intrecciare il volto carismatico del soggetto con il suo valore simbolico. Si potrebbe quasi dire che a un certo punto, prima che vincesse le elezioni, il manifesto HOPE fosse più famoso di Obama stesso. Poi i fatti e l’atteggiamento del soggetto hanno superato l’immaginazione e la speranza e sono diventati realtà.  

 

Il segreto di Obama qual è? Perché più di altri è riuscito a diventare “immagine”? La risposta potrebbe essere raccolta in una sola parola “figo”. Obama è assolutamente figo in tutti gli aspetti della sua personalità.  

 

Più che gli artisti è stato un fotoreporter Americano Pete Souza a raccontare l’anima iconografica di Obama. La serie di foto che lui ha scattato durante i due mandati presidenziali rivelano le qualità intime di un personaggio che la ha sapute gestire in modo quasi unico consentendogli di essere forse il primo Presidente dopo Kennedy a entrare dentro la mente collettiva del mondo più che come un essere umano come un vero “character” , personaggio, di una storia che sembra un film . Il segreto di Obama qual è? Perché più di altri è riuscito a diventare “immagine”? La risposta potrebbe essere raccolta in una sola parola “figo” . Obama è assolutamente figo in tutti gli aspetti della sua personalità. Un po’ per fortuna, le sue origini metà americane metà africane, molto per come ha saputo maneggiare il suo potere.  

 

Difficile pensare che nel mondo qualcuno vedendo un’immagine di Obama non sappia chi è . Questo capita a pochi: il Papa, forse, ma più per il ruolo che per il nome. Vedi Obama e sai chi è. Barack Obama è diventato, più che il soggetto di opera d’arte, merchandising con la sua immagine interpretata su ogni cosa. Obama Water, Obama Shoes, Obama Plates, Obama Tatoos, Obama Cigars etc. Oppure con le sue orecchie a sventola è stato la manna dei fumettisti e dei caricaturisti. C’è addirittura una copertina del fumetto n. 583 Amazing Spider-Man con la sua faccia e l’Uomo Ragno a testa in giù che lo fotografa. Obama è un Super Eroe. Personaggio popolare per arte popolare. L’arte più snob da gallerie di New York o Londra non ha ancora avuto modo di sfruttarlo. Solo l’artista cinese naturalizzato in Francia Yan Pei Ming, abituato dalle sue parti al culto della personalità, è riuscito a fargli un bel ritratto. 


[Numero: 50]