Cosa ci resta di Obama

Michelle, la first lady riluttante va in campagna contro Trump

AP

Michelle Obama a una convention elettorale durante la campagna di Hillary Clinton, New Hampshire, USA, 13 ottobre 2016 (EPA/CJ GUNTHER)

«Il nostro motto è: quando loro volano basso, noi voliamo alto». Questa frase della first lady Michelle Obama è già entrata nella storia. Negli otto anni passati alla Casa Bianca ha saputo contrastare gli uomini razzisti che l’hanno insultata per il colore della sua pelle conquistando le loro donne con la sua dedizione ai valori della famiglia, dice un sondaggio dell’istituto di ricerca Pew. Ha centellinato le sue apparizioni in cause trasversali scelte con cura, i diritti delle donne alla parità puntando sull’istruzione e la lotta contro l’obesità puntando sulla ginnastica e l’alimentazione sana: tutti i media hanno raccontato il suo impegno per “Let Girls Learn” e per il suo orto alla Casa Bianca che mostra all’America come liberarsi del fast-food. Ma è stato il suo discorso alla Convention democratica per la nomination di Hillary Clinton alle presidenziali 2016 e il suo impegno appassionato nella campagna contro Donald Trump a far salire alle stelle la sua popolarità: lo scorso agosto è schizzata al 64 per cento secondo i sondaggisti Gallup. Dopo il suo discorso contro il sessismo di Donald Trump a Manchester, il 13 ottobre nel New Hampshire, è diventata straordinaria. Tanto da sembrare lei la candidata democratica alle presidenziali. 

 

«Lo so che questa è una campagna elettorale ma non sono qui per parlarvi di politica» ha dichiarato: «Sono scossa fino al midollo perché non è normale e non è accettabile che un candidato alla presidenza degli Stati Uniti si vanti dei suoi abusi nei confronti delle donne. Sono qui a parlarvi di decenza, di dignità umana, di cosa è giusto e cosa è sbagliato».  

 

Semplice e diretta, energica ma anche emozionata, sa mobilitare una generazione connessa in cerca di autenticità. E i repubblicani non riescono a contrastarla. «La first lady è off limits» avrebbe ammesso il portavoce repubblicano Sean Spicer.  

 

Semplice e diretta, energica ma anche emozionata, sa mobilitare una generazione connessa in cerca di autenticità. E i repubblicani non riescono a contrastarla. «La first lady è off limits» avrebbe ammesso il portavoce repubblicano Sean Spicer. Forse anche solo per il semplice fatto che Melania Trump la ammira tanto da aver copiato un suo discorso.  

 

«È una delle figure politiche più popolari d’America perché non è politica come gli altri» sostiene Krissah Thompson, giornalista del Washington Post. Ad aumentare la sua popolarità ha contribuito anche il fatto che abbia saputo stare al gioco mostrandosi nelle trasmissioni tv comiche più popolari d’America, dal talk show di Ellen DeGeneres al Late Show di Stephen Colbert al “Carpool Karaoke”. «È molto vicina alla cultura pop», commenta la giornalista Liza Mundy, autrice della biografia Michelle nel 2008. «Eppure all’inizio sembrava riluttante. Odiava parlare in pubblico. E anche come first lady lei si è definita innanzitutto come madre. Non si è mai saputo molto della sua carriera professionale - avvocatessa laureata a Princeton - e del suo passato. Ma le donne afro-americane in questi anni le hanno fatto capire quanto dipendessero da lei per farsi ispirare e impegnarsi nella lotta per l’emancipazione». Il salto di qualità lo ha fatto adesso, alla fine del mandato di suo marito, perché il partito democratico candida una donna alla Casa Bianca e ha bisogno di lei per convincere l’America.  

 

«È molto vicina alla cultura pop», commenta la giornalista Liza Mundy, autrice della biografia Michelle nel 2008. «Eppure all’inizio sembrava riluttante. Odiava parlare in pubblico. Ma le donne afro-americane in questi anni le hanno fatto capire quanto dipendessero da lei per farsi ispirare e impegnarsi nella lotta per l’emancipazione»  

 

Uscita dalla Casa Bianca che cosa farà? Secondo Mundy «scriverà un memoriale, sarà molto ricercata come speaker, un lavoro che rende bene, raccoglierà fondi per organizzazioni e candidati: probabilmente sarà a capo di una grande organizzazione non-profit e se la contenderanno. Ma come ha più volte ribadito anche lei, non si candiderà in politica». Meglio non scommetterci. Perché quando loro volano basso, lei vola alto. 


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