Giù le mani dal mio patrimonio

La biblioteca perduta

Il brano che trovate in questa pagina è tratto dalla “Biblioteca” di Fozio, pubblicata da Adelphi nel 1992. È una delle 279 “schede” editoriali scritte dall’uomo che fu ritenuto “il più colto” del suo tempo, per due volte patriarca di Costantinopoli, straordinario lettore ed esegeta della letteratura greca. Vissuto tra l’810 e l’893, Fozio ebbe parte attiva nello scisma tra la Chiesa d’Oriente e Roma. Ma la sua particolarità (e la sua modernità, riscoperta a partire del 1665 in Francia) si deve al fatto che fu il primo “recensore” di libri nella forma che intendiamo oggi: riassunto del contenuto e giudizio critico, con uno stile letterario attualissimo. Ma non basta. La metà dei libri di cui Fozio scrive, non ci sono arrivati. La sua è dunque una vera biblioteca perduta, forse parte di quella della capitale dell’Impero bizantino distrutta nel 1204 durante la Quarta crociata. Quasi un romanzo – mai scritto – di Borges. Della “Vita di Pitagora” qui citata non si sa molto. Potrebbe essere opera di Filone l’Ebreo, nato ad Alessandria intorno al 15-10 a.C.


[Numero: 49]